In fuga

cervelli in fuga, emigrazione, precariato

Una nazione in fuga. Così viene definita l’Italia su CapX, magazine inglese di stampo liberale (l’articolo completo Italy: a nation on the run lo leggete qui). Si parte da un concetto: “uno degli obiettivi dell’Europa è la libera circolazione di capitale umano”. Obiettivo che condivido da sempre ed esplicitato nella rubrica Si viene e si va, sebbene in quest’ultima io proponga storie di expats a livello planetario. Tuttavia Beppe Severgnini, nello stesso articolo, sottolinea che ci sia uno sbilanciamento tra chi lascia l’Italia e chi arriva, con un’evidente perdita di skilled labour (lavoro qualificato, specializzato) da parte del BelPaese. Le cause di questo esodo? “Disefficienza istituzionale, corruzione, mancanza di trasparenza nei processi di selezione e assunzione, mancanza di meritocrazia e nepotismo”.

Leggendo l’intero articolo, ammetto di aver dovuto affrontare un crescendo nel senso di fastidio, non per il fatto che qualcuno critichi il nostro paese, ma perché è tutto maledettamente vero. La meritocrazia, in Italia, è bandita: in uno studio riportato da Lavoce.info, si è tentato di costruire un indicatore che raccolga una serie di parametri, i quali, pesati dovutamente, arrivano a definire il meritometro (qui trovate l’articolo completo). Neanche a dirlo, l’Italia è all’ultimo posto. Tra i parametri identificati, tre sono quelli che contribuiscono negativamente sulla nostra performance e che risultano anche nell’articolo di CapX: la trasparenza o percezione della corruzione; l’attrattività dei talenti; le regole.

Come possiamo pensare che dall’estero vengano a lavorare, a studiare o addirittura ad investire da noi, considerando che le regole, se ci sono, non vengono rispettate; che si passa sempre dietro il figlio o il nipote di qualche barone o potente; che i concorsi pubblici sono truccati e le gare di appalto sono finte; che discutiamo per anni di leggi che spesso sono così complesse da interpretare, che portano poi per forza di cose al non rispetto delle stesse (è il caso della legge sui cookies che in queste settimane sta infiammando il web). Come può uno Stato considerare di avere ancora una dignità quando due giorni prima delle elezioni dovrebbe diffondere una lista di impresentabili? Come si possono chiedere sacrifici ai pensionati italiani quando questa mattina, su Radio24, un ex-parlamentare sosteneva a gran voce che l’aver versato contributi per centomila euro ed avere ottenuto un vitalizio di oltre un milione di euro è un diritto acquisito e quindi non si può toccare? Oppure Gerardo Bianco, il quale sostiene che il suo vitalizio da 3500 euro non deve essere ridotto neanche di un euro, diversamente deve rivolgersi alla mensa comunitaria di Sant’Eustachio?

Se tutti questi abomini fossero cancellati, potremmo migliorare la vita dei pensionati che ricevono 400 euro al mese, oppure di quei giovani che vengono pagati una miseria (qui un interessante articolo che non ha bisogno di commenti). Ecco che appare chiaro il motivo per cui molti, troppi nostri connazionali se ne vanno. E voglio chiudere con una poesia a tratti divertente, a tratti malinconica, di Ceskoz, un ragazzo romano che vive a Bruxelles (qui la poesia completa): rivolgendosi alla sua Roma, le dice “la vita da migrante è bella dura, ma adesso sei solo casa di villeggiatura”.

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18 thoughts on “In fuga

  1. Caro Stefano questo Paese è alla deriva ed alla devastazione (al di là di quello che vogliono farci credere). Anche io stamattina (come tutte d’altronde) ascoltando Radio24 non ho potuto fare a meno di sentirmi schifato (consentimi il termine) alla dichiarazione degli ex parlamentari che tirano in ballo persino la mensa di Sant’Eustachio! È evidente, come sosteniamo da anni, che questi “signori” non hanno la minima idea di quale sia la vita quotidiana fatta di battaglie per far quadrare il centesimo e parlo dei pensionati come degli operai e dei cassintegrati per non sfociare poi verso i disoccupati la cui situazione è ancor più drammatica.
    E vogliamo parlare dei Musei e dei BBCC che erano il vanto del nostro Paese? nessuno è rientrato nella lista dei 20 top mondiali!
    A due giorni dalle elezioni come ben dici non sappiamo chi sono gli invotabili che loro hanno messo nelle liste e che oggi ci buttano addosso come responsabilità civica… oppure da queste parti un candidato che ha messo di tutto in coalizione pur di prendere voti e che se viene eletto ha Legge Serverino che lo rende ineleggibile?
    Sulla legge dei cookies (PS intanto vedo che sei riuscito ad installare il plug in, come hai fatto?) poi siamo veramente al ridicolo! ma che ne parliamo a fare c’è poco da ridere e solo da scappare.

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    1. Ciao Lois, grazie per il contributo. So bene quanto tu ti batta per la valorizzazione dei nostri beni culturali, ancor più in una città come Napoli dove i tesori sono sempre più nascosti.
      Proprio in questi giorni discutevo sulle responsabilità dell’Europa a proposito della situazione disastrosa in cui ci ritroviamo. Innegabile che l’Europa così com’è attualmente non serve a nulla. Però nello stesso tempo anche noi abbiamo così tante storture e schifezze che, se anche l’Europa diventasse davvero una federazione di stati tutti con gli stessi diritti e doveri, saremmo comunque l’ultima ruota del carro!
      Sul discorso della politica: la cosa che più mi sconvolge è l’assoluta mancanza di senso di vergogna. Se Giletti diventa un eroe della lotta alla Casta, significa che siamo proprio messi male…

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      1. In questo momento storico l’Europa così strutturata è una frana totale con assenza di tutela su tutto. Una federazione tra l’altro credo sarà per sempre difficile da sostenere e le regole economiche non sono per niente confortanti. Resta di fatto che siamo una nazione barzelletta e non è purtroppo solo per il politico di turno. È per un sistema completamente accettato (a vari livelli) che favorisce la ‘furbizia’ e la totale assenza di etica sociale e civile.

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  2. Non che la Spagna sia meglio, per carità. Però onestamente a leggere queste cose viene davvero poca voglia di tornare in Italia, fra lavori mal pagati e tasse altissime per servizi che non sono certo all’altezza della media europea. Banale considerazione, ma sempre motivo di una certa amarezza.

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    1. cara Giulia, non è per nulla banale. Abbiamo una terra che potrebbe offrirci infinite possibilitá da nord a sud, ma preferiamo mantenere tutto com’è, anzi ogni giorno è peggio. Ci sono momenti in cui davvero mi torna la voglia di riprendere in mano valigia e passaporto…

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        1. Spesso mi chiedo che cosa potrei fare io in più per cercare di migliorare questa situazione: qualcuno potrebbe infatti obiettare che io mi lamenti solo. Cosa si può fare? Mi dico: cerco di votare persone pulite. Ma come faccio a sapere se lo sono veramente?
          E poi: perchè non ti impegni in politica (per fare un esempio)? Perchè avrei paura di essere fagocitato dalla melma. Vedo alcuni amici che lo fanno a livello locale e il loro impegno è encomiabile e notevole. Ma la prospettiva locale è molto differente rispetto a quella nazionale ed è proprio lì che si prendono le decisioni…
          Mi rendo conto che sono un po’confuso, ma non credo che la situazione intorno a me aiuti a fare chiarezza…

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          1. io vedo l’impegno di mio padre nella politica locale e neanche lì c’è un gran bel vedere, il clientelismo e opportunismo funzionano benissimo anche nel piccolo. Come giá avevo commentato nel tuo post del primo maggio, io ho perso molta fiducia nella politica. Cosa faccio io dalla mia parte? Rispettare le leggi, comportarmi civilmente in qualunque parte del mondo in cui mi trovi a vivere, rispettare gli altri, dar voce alle ingiustizie, con i miei mezzi. Questo è il senso della politica, operare per il bene comune, non cerco piú rappresentanti che lo facciano al posto mio…

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            1. Concordo Giulia, non possiamo fare altro che operare per il bene comune, non pensando solamente a noi stessi, ma anche a chi ci sta intorno e soprattutto pensando a chi verrà. Grazie per il tuo contributo!

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    1. Hai ragione. In realtà è proprio lo sguardo al futuro che manca a questo paese. Cercare di tutelare le generazioni che verranno, questo dovrebbe essere il primo obiettivo. E invece, ognuno guarda solo il proprio orticello, garantendosi una vita ed una pensione dignitosa. E chissenefrega dei giovani!

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  3. Sono d’accordo con te Stefano. Spesso anche io mi fermo e e penso a cosa possa fare io di veramente utile! A conclusioni fatte, credo che ciascuno nel suo piccolo possa fare la “persona perbene” che nasce dai piccoli gesti quotidiani (dal buttare la carta nella differenziata a richiedere lo scontrino, a pagare le tasse, a fermarsi al rosso…). Per i macroproblemi, forse possiamo ben poco e solo azioni forti e di gruppo potrebbero portare a qualche capovolgimento. Per il voto io ormai mi sento un apolide in cerca di qualcuno che possa minimamente rispecchiare i miei sentimenti ed aiutarmi a superare le paure… ma intorno vedo il deserto e delusioni totali. Voto ormai da quasi 25 anni, ma negli ultimi 10 ho avuto serie difficoltà ed oggi (a due giorni dal voto) mi sento sfatto perchè nessuno è votabile (tolta la pace di qualche persona perbene, ma essendo fuori dal sistema, dovrebbe raccogliere un plebiscito per spezzare la catena innescata) e come cittadino con il diritto di voto mi sento sopraffatto dall’incapacità in cui mi hanno buttato. Per troppi anni mi sono turato il naso per evitare spazio al “peggiore” ma a quarantanni ora dico basta. Non possiamo sempre accontentarci, anche perchè la vita che viviamo è la nostra e se a decidere saranno sempre gli stessi (a nostre spese) almeno non voglio essere uno di quelli che lì ce li ha messi.

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    1. Anche io mi sono un po’stufato di votare il meno peggio. Ho deciso che piuttosto voto scheda bianca se il/i candidato/i non mi ispirano fiducia. Perchè poi il problema è anche che a parole sono tutti bravi (se leggi i programmi, trovamene uno che non dica cose condivisibili), poi però l’istante successivo in cui hanno ottenuto la poltrona, sprofondano nella comodità e nell’inettitudine.
      Anche io, nel mio piccolo, cerco di fare tutto quello che dici tu. Non è molto, ma almeno qualcosa lo faccio!
      Grazie per il tuo contributo!

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  4. Pingback: 30 e qualcosa

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