La non-gestione del caso Higuain

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Il giorno della firma del contratto di Higuain – Foto Ansa

Era l’estate 2013: la foto ritrae un sorridente Higuain, alla ricerca di nuove sfide, in fuga dal Real Madrid che lo aveva messo in panchina, e un De Laurentiis ancora gongolante per il suo portafoglio gonfio dei 64 milioni di euro ottenuti dalla vendita di Cavani al Paris Saint Germain. 

Sorrisi spariti durante il weekend scorso, quando la Juventus ha dichiarato di essere pronta a esercitare la ormai famosa clausola risolutiva di 94 milioni e 736 mila euro, versando la quale il Napoli non può opporsi alla cessione del suo giocatore simbolo. Non voglio in questa sede trattare l’aspetto affettivo-sportivo che mi coinvolge in quanto tifoso del Napoli: metto invece il cappello razionale da manager e evidenzio le ombre nella gestione di questa situazione, ombre che spiegano perchè il Napoli può ambire al massimo al secondo posto.

  • Piano di backup: un contratto con una clausola rescissoria è un’arma a doppio taglio. De Laurentiis confidava nel fatto che la cifra monstre spaventasse chiunque e di conseguenza si è dimostrato spocchiosamente sicuro di avere Higuain in squadra almeno per un altro anno. Un manager deve sempre avere un piano di backup, per garantire al meglio la continuità operativa: se uno dei nostri principali collaboratori dà le dimissioni, noi dobbiamo essere in grado di avere un’alternativa pronta. Può essere un rilancio economico (che va previsto in fase di budget), oppure una sostituzione, che può avvenire dall’interno o dall’esterno. In entrambi i casi, bisogna avere la capacità e l’umiltà di capire che cosa passa per la testa dei propri collaboratori, prevedere eventuali situazioni critiche, malumori che possono portare alla necessità di cambiare aria. Solo così si evita la frenesia che il Napoli sta palesando in questi giorni, frenesia dovuta al fatto di non sapere che cosa fare e di aver sottovalutato la situazione.
  • Motivazione: collegandomi all’aspetto della sostituzione, perchè molti giocatori, dopo un’annata decisamente positiva, stanno chiedendo di essere ceduti? Ancora una volta, è importante la gestione delle risorse umane. Spesso ci capita di dover gestire collaboratori ambiziosi, che hanno fretta di fare carriera e di ricoprire ruoli importanti. Condividere un processo di crescita effettivo e seguirne la realizzazione è la chiave vincente per trattenere un collaboratore e mantenere alta la motivazione. Facciamo il focus sui giocatori della rosa del Napoli: Gabbiadini, giovane attaccante di belle speranze, ha chiesto di andare in un’altra squadra per poter giocare di più, chiuso dalla presenza ingombrante di Higuain. Ora che l’argentino si trasferisce alla Juventus, che fa il Napoli? Si fionda su obiettivi esterni, quali Icardi o Bacca. Gabbiadini, al quale è stato detto più volte che è un elemento chiave della rosa, per la sua giovane età anagrafica e per il suo talento, si ritrova nuovamente a non essere la prima scelta. A questo punto, perchè rifiutare 25 milioni di € a gennaio? Chiaramente questo non fa altro che aumentare la frustrazione del giocatore, che ha tutte le ragioni di chiedere la cessione. Estendendo questo concetto a tutti gli elementi della rosa, si capisce benissimo perchè non si riesce a garantire una continuità.
  • Mancanza di progettualità: se da una parte bisogna dare atto a De Laurentiis di avere portato in alto il Napoli, che da diversi anni gioca stabilmente le coppe europee e a livello italiano è tra le squadre di vertice, tuttavia è mancato quel salto di qualità che proprio De Laurentiis avrebbe voluto raggiungere con l’assunzione di Benitez. Al di là del puro aspetto tecnico e delle lacune nel gioco dell’allenatore spagnolo, quest’ultimo aveva sempre evidenziato la necessità di costruire una società forte, un centro sportivo all’avanguardia, un vivaio che sfornasse talenti alla Insigne. E qui, il vero problema, che è comune anche ai precedenti punti, è la centralizzazione decisionale del Presidente. L’ultima parola spetta sempre a lui, con buona pace di Giuntoli, che, per quanto manager competente e preparato, ha le mani legate e potere decisionale nullo. Per poter ambire a livello europeo, occorre creare una struttura societaria solida, con un management forte, a cui dare ampi poteri strategici e decisionali; è il passaggio necessario da azienda padronale a azienda strutturata.

Come già sottolineavo nel post Abbiamo davvero bisogno dei cinesi?, la Juventus è vincente proprio perchè prima di tutto è una società forte, con ruoli chiari e ben definiti. Capisco che imparare dal peggior nemico lacera l’orgoglio, ma l’evidente debolezza societaria è la prima causa dei fallimenti di Roma, Milan, Inter e ovviamente anche Napoli. Non si può essere soddisfatti del secondo posto, prima o poi bisognerà interrompere la striscia vincente della Vecchia Signora. Anche perchè non se ne può più di bandiere bianconere al vento.

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7 thoughts on “La non-gestione del caso Higuain

  1. Sono un tifoso – juventino – atipico (sono negli ‘anta e non ho mai visto una sola partita di calcio allo stadio) e sono davvero positivamente impressionato da come l’attuale management della Vecchia Signora abbia ricostruito in soli 10 anni una squadra ed un’organizzazione vincente così come dalla lungimiranze e programmazione che dimostrano. L’ultimo passo, questo di Higuain, dimostra che sono ben consci che se la Champions non arriva entro uno-due anni ci sarà da attendere again, sigh dato che la nuova generazione sta maturando ma con la dovuta calma.

    Sono questi però i casi in cui mi rattristo di più perché mi rendo conto ancora una volta di come l’Italia sia un Paese con potenzialità seconde a nessuno ma guidato ed amministrato come peggio non si potrebbe. Il marcio è davvero troppo e pervasivo e sinceramente ho perso le speranze di una svolta giacché è dagli anni ’80 che in famiglia si parla sempre degli stessi problemi e dopo 30 anni è cambiato poco o nulla

    Per le bandiere juventine sventolanti mi sa che ti ci devi abituare salvo sorprese davvero pazzesche, stile Leicester.

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    1. Ciao Enrico, grazie del tuo contributo!
      Verissimo: La Juve ora deve puntare al trofeo continentale, non può più limitarsi a vincere lo scudetto. Soprattutto perchè, vista la pochezza delle concorrenti, sta perdendo di valore. Ha detto bene Mihajlovic, con questa squadra il discorso scudetto sarà già chiuso a dicembre. Certo, il Leicester ha rappresentato quella favola che ogni tanto capita nello sport (un po’come il Verona di Bagnoli), ma è frutto di concomitanze, più che di programmazione sportiva. Cosa che la Juve indubbiamente ha avuto nell’ultimo decennio, risorgendo dalle ceneri di Calciopoli.
      Per quanto riguarda l’estensione al nostro Paese, credo che dobbiamo guardare agli esempi virtuosi. Raccontavo nel post precedente l’esempio di H-Farm: ecco, io voglio guardare a chi è comunque riuscito, perchè questi devono essere gli esempi da emulare.
      Ultima battuta: non mi abituerò mai allo sventolare delle bandiere juventine!
      Grazie ancora del passaggio!

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  2. Juventus, H-Farm così come i nuovi imprenditori che citava Giradhir nel suo post sulle macchine e le competenze obsolete sono il lato sano di questo Paese, sono le poche risorse che sono rimaste a reggere l’intera baracca. Ho anche avuto il piacere di lavorare con diverse aziende tra Bologna e Milano e ho conosciuto gente che non si ferma davanti a nulla, gente che riconosce il valore delle competenze.
    Ma sono appunto poche rispetto alla quantità di gente che semplicemente non lavora e non produce, sono poche rispetto a tutte quelle aziende parassitarie che non sanno programmare, non sanno decidere, non sanno ristrutturare.

    Perché il punto è proprio quello di cui parli tu: in Italia ci vuole un management – politico, economico ma soprattutto culturale e sociale – in grado di assumersi responsabilità a lungo termine, un management in grado di fare quelle riforme strutturali di cui abbiamo disperatamente bisogno; ammesso che esista da qualche parte, tarda a palesarsi!

    Credimi, spero sempre nel cambiamento, spero di poter tornare un giorno in Italia a godermi la pensione nei miei luoghi natii. Ci vorranno ancora 30 anni ma al momento sono pessimista.

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    1. Capisco ciò che dici, conosco molte persone che sono andate via dall’Italia alla ricerca di qualcosa di meglio.
      Come ho scritto in molti post in passato, per me la chiave di volta è la cultura. Se non facciamo crescere questa – considerando la cultura della legalità, del lavoro, del merito, dell’innovazione, dell’orientamento alle generazioni future – allora rimarremo sempre mediocri.
      E allora, accontentiamoci di Salvini.

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  3. L’ ego di De Laurentiiiiiis è notoriamente incommensurabile e come tutti gli smodati egocentrici, prima o poi rimarrà “solo”.
    Comunque, guardando la foto di Higuain del 2013, parrebbe che l’ Aurelio quest’ anno sia riuscito a venderne due in uno. Da interista adesso mi auguro che si prenda Icardi e le sue Wande Nare.
    Ad ogni modo sempre meglio ADL dei cinesi, believe me 😉

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    1. Ciao Andrea, benvenuto sul blog!
      Purtroppo è vero, tende a circondarsi di gente capace ma che non tenti di contrastarlo. Come dicevo, manca la struttura societaria, un vero management che riesca a portare avanti una strategia condivisa. Due parole, queste ultime, che cozzano purtroppo con il modo di ragionare di ADL.
      Higuain ha raggiunto il picco di forma e di prestazioni l’anno scorso, sia perchè Sarri ha costruito il gioco della squadra intorno a lui, sia perchè anche fisicamente era molto in forma. Gli sono bastate 3 settimane di ferie e ha ripreso almeno 5 kg!
      Su Icardi, si torna al discorso strategia: Gabbiadini sta dimostrando di poter sostenere l’attacco del Napoli, sono già stati spesi 32 milioni (!!) per Milik, io credo che l’attacco sia a posto. Perchè continuare a fare cinema intorno a un nome che non dà garanzie? In più, ci si porta in casa una moglie-agente molto pericolosa, visto ciò che sta combinando in queste settimane.
      Sul discorso cinesi, vedremo cosa succederà. Al momento, le mosse sembrano effettivamente poco logiche, paradossalmente sembra meglio avviato il Milan, che parrebbe aver definito già la struttura societaria (benchè dare la società in mano a Fassone non so quanto sia un vantaggio..). Si vedrà.
      Grazie del commento!

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