#laculturachevince

#laculturachevince, Massimo Bray, Cultura
#laculturachevince – Massimo Bray

Alcuni giorni fa Massimo Bray, ex Ministro dei Beni Culturali del governo Letta, ha ufficializzato sull’Huffington Post la nascita dell’associazione #laculturachevince (qui il suo intervento). Un progetto estremamente interessante, tutto incentrato sull’importanza della Cultura. Ho piacere di dare spazio a questa iniziativa, in quanto ho avuto l’occasione e la fortuna di sentire dal vivo Bray in occasione dei Dialoghi Eula nell’aprile 2014 (qui il post) e credo che sia uno dei pochi politici che parli di aspetti concreti, senza slogan e ideologismi. Cultura ed innovazione, un binomio chiave che deve costituire la base di un Rinascimento contemporaneo: innovare facendo rete, condividendo esperienze e progetti, portando alla luce ciò che già si sta facendo, pur senza l’amplificatore e l’eco dei media.

Ed è ancora più importante valorizzare queste iniziative se ci si confronta con la triste realtà dei numeri, evidenziata da Luca Rota nel suo blog (qui il suo post): mentre la Germania aumenterà nel 2015 gli stanziamenti per la cultura, con un incremento del 4,26% rispetto all’anno scorso (arrivando ad un totale di 1,3 miliardi di euro), l’Italia risulta all’ultimo posto dei 28 paesi dell’UE come percentuale di spesa pubblica destinata a cultura e istruzione. Meno addirittura della Grecia, che però ha almeno la scusante di lottare giornalmente per non finire a gambe all’aria. Del resto, è la giusta punizione che ci meritiamo per avere avuto al governo per un decennio un personaggio come Tremonti, che ha sempre sostenuto che con la cultura non si mangia: la povertà di idee che caratterizza la società italiana è la conseguenza inevitabile del nulla cosmico che ha dominato le stanze del potere politico.

La Treccani riporta questa definizione di cultura: il complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico. Eppure, quelle istituzioni sociali, politiche ed economiche di cui sopra si ricordano dell’importanza della cultura (e quindi di se stessi!) solo quando crolla un muro negli scavi di Pompei: per dirla con le parole di Massimo Bray, abbiamo un patrimonio unico e straordinario, l’eredità più bella che ci sia stata lasciata, un patrimonio fatto di bellezze artistiche e naturali, ma anche composto di idee, di ideali e di valori. Tre aspetti, questi ultimi, che in Italia sono stati sepolti da troppo tempo.


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5 thoughts on “#laculturachevince

  1. Purtroppo se di iniziative come queste non saranno sostenute anche dal governo centrale e se non ci sarà una volta e per tutte la riforma del Ministero (perdendo quel suo ruolo di “contentino” per gli equilibri di partito) con tutti gli annessi e connessi, fino ad arrivare agli organi locali, di questo Patrimonio, per quanto immenso non resteranno che i ruderi. Come dici tu, li senti accorrere all’ennesimo crollo per poi risparire a telecamere spente.
    È quello della cultura e dei bbcc un tema che mi sta moltissimo a cuore; ma da troppi anni (forse da sempre) si dà solo fiato alle trombe per poi non reagire…e te lo dice uno dei primi laureati in ‘Conservazione dei BBCC’, a distanza di 17 anni non è stato ancora costituito l’albo di una professione che dovrebbe essere quella per eccellenza la prima in assoluto nel sistema di rilancio economico nel nostro (vituperato) Paese.

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    1. Caro Lois, grazie del tuo contributo, sicuramente più pertinente del mio. Tu vedi la cosa da dentro e credo che sia una prospettiva ancora peggiore rispetto a quella di chi, come me, la vede solo da “spettatore deluso” e spinto dalla passione e dal desiderio di vedere un nuovo Rinascimento. E’nostro compito provarci, pur sapendo che è più probabile scontrarsi contro un muro di gomma. Come già avevi fatto tu con la tua rubrica sui luoghi d’arte rovinati dall’incuria e dalla inciviltà, io voglio provare a contribuire a questo network, a questa rete necessaria a condividere.
      Non so a cosa porterà questo progetto, ma io ci credo e credo che Bray sia anche un ottimo elemento, in quanto persona concreta e di assoluto valore.
      Grazie ancora del contributo!

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      1. Anche io credo molto nel progetto e stimo molto la persona. Speriamo che il tutto ci conduca a qualcosa di concreto… prima o poi qualche cambiamento dovrà pure esserci!

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