Benvenuto Presidente #2

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

E Presidente fu: Sergio Mattarella, stranamente senza colpi di scena e opere melliflue di parlamentari rispondenti al nome di Franco, ha raccolto, nella giornata di sabato 31 gennaio, l’eredità di Giorgio Napolitano, ricevendo quasi i 2/3 dei consensi. Il giuramento di fronte ai Grandi Elettori nella giornata di martedì ha dato ufficialmente il via al suo settennato, chiudendo una delle tante pagine anomale della politica italiana, frutto del pasticciaccio del 2013 ad opera degli ormai famosi 101. Il suo discorso di insediamento ha raccolto giudizi positivi bipartisan, quasi unanimi. Un discorso definito sobrio, asciutto, concreto, inclusivo (Laura Boldrini dixit, nel senso di aver incluso tutti). Riporto di seguito alcuni passaggi per me chiave:

Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito. […] Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana. Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza. […] L’idea, cioè, che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell’intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese. Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità. […] La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno. […] Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l’ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.

Senza tenere in considerazione i passaggi sulla lotta alle mafie e al terrorismo, che ritengo assodati e quasi scontati. Al centro del discorso, il Presidente ha voluto mettere l’Italia e le sue necessità, senza dimenticare nulla e nessuno: la politica al servizio dei cittadini; l’importanza di un processo parlamentare sano e non inficiato dalla decretazione d’urgenza; la centralità della cultura e la valorizzazione delle nostre risorse; il riferimento ai giovani, quelli sul territorio italiano e quelli espatriati, quelli in cerca di lavoro e quelli che sono in Parlamento. Molti punti rispondono perfettamente alle aspettative mie e, credo, della maggioranza dei cittadini italiani, come riportato nel post Benvenuto Presidente! e questo è senza dubbio un buon inizio. Indubbiamente, però, il messaggio e l’invito più forte è quello di vivere la Costituzione nella quotidianità: è necessario “rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza”, fare riforme sociali che provino a ricucire un tessuto dilaniato dalla crisi e da politiche (anche europee) sconsiderate. E soprattutto rigenerare il volto della Repubblica, oggi vista come una matrigna crudele che non ama i propri figli.

Come ha detto il suo predecessore, ora bisognerà valutarlo sui fatti. L’augurio che gli faccio è quello di portare con sé le qualità di suo fratello Piersanti, descritte da Pippo Fava nel 1983, subito dopo l’assassinio per mano della mafia: “Indossò tutta la dignità che dovrebbe avere sempre un uomo: dignità significa intransigenza morale, nitidezza nel governo, onestà nella pubblica amministrazione” (consiglio la lettura integrale del post di Ammenicolidipensiero, Prima che Mattarella, che riporto qui).

E il benvenuto glielo do con Maurizio Crozza, perché, alla fine, un sorriso è sempre il miglior modo per iniziare una nuova avventura.

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6 thoughts on “Benvenuto Presidente #2

    1. Per me sono scontati, nel senso che è una lotta che non si può interrompere o non prendere in considerazione. Che poi questo lo sia per i fenomeni che abbiamo in Parlamento, questo non saprei confermarlo. Ma se avessimo il dubbio che anche solo uno non è coinvolto nella lotta alla criminalitá, allora marciamo su Roma e prendiamoli tutti a calci nel c..o!

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