Il padrone della festa

Un palco sobrio, al centro del quale si erge una grande scatola bianca su cui scorrono alcune diapositive. Poi i primi accordi di Alzo le mani, scanditi ritmicamente da due chitarre e assistiti da una leggera linea di basso, scoperchiano il parallelepipedo: FabiGazzèSilvestri, ognuno con il proprio strumento, danno la carica al carillon che per le successive due ore e mezza, ininterrottamente, ha diffuso ottima musica in tutto il PalaFabris di Padova, sabato sera.

Sono fieri, i tre, in formazione lineare sull’ultimo residuo della scatola, un piccolo palco che “è la dimensione del palco dalla quale abbiamo cominciato”: standosene là, un po’distanti e un po’timidi, ci indicano metaforicamente che la loro storia è partita da lontano, 25 anni fa, quando già suonavano insieme. Le tre voci si uniscono in un mélange perfetto, equilibrato, nessuno emerge più degli altri.

Tra presente e passato, la musica dei loro pezzi se li carica sulle proprie onde e li conduce finalmente a ridosso del pubblico, sul palco più grande. Ma le spalle restano ancora coperte da un grande telo bianco, l’obiettivo è quello di svelarci un po’alla volta ciò che sarà: infatti, mentre i tre menestrelli si alternano, i tecnici montano a tempo di record tutti gli strumenti, così da consentire ai musicisti della band di fare il loro ingresso sul palco. Un ingresso, anche il loro, in punta di piedi: all’inizio ci presentano solo le loro ombre, che, grazie alle luci, vengono stampate sul telo.

I pezzi del puzzle ormai ci sono tutti, l’energia ha invaso il palazzetto, pur intrecciandosi anche ad atmosfere più soffuse: il medley Lasciarsi un giorno a RomaLa favola di Adamo ed EvaSalirò fa scoppiare il palazzetto, così come Il negozio di antiquariato e Una buona idea di Fabi, Cara Valentina e Il timido Ubriaco di Gazzè, Testardo e L’autostrada di Silvestri. Quell’autostrada che manca in Sud Sudan, come si ascolta in Life is sweet, primo singolo estratto dall’album Il padrone della festa, progetto portante del tour e che viene proposto quasi nella sua interezza. Le immagini del video (qui sotto) fanno da cornice alle parole della canzone, nella quale risalta il contrasto tra la dolcezza del titolo (spesso rappresentata dai sorrisi dei ragazzi protagonisti del video) e la drammaticità della realtà (“siamo fragili macchine che non osano andare più avanti/siamo vicini ma completamente fermi (…)/e continuare per questi pochi chilometri sempre pieni di ostacoli/e baratri da oltrepassare sapendo già/che fra un attimo ci dovremo dinuovo fermare”).

Una realtà nella quale è ormai inserito da anni il CUAMM (http://www.mediciconlafrica.org), “una delle poche cose italiane di cui essere ancora fieri” dice Silvestri e al quale rendono il giusto onore che meritano.

Il palco si trasforma anche in un ring improvvisato, dove Fabi e Gazzè si sfidano ne L’avversario (“Spettacolo eccezionale qua/che motivetto di rara intensità/si stanno ma, si stanno ma, si stanno massacrando qua”), con Silvestri a fare da arbitro e interlocutore, mescolando anche strofe di loro pezzi del passato. In Spigolo tondo (edit: non fatta nel live), i tre ci ricordano che “La natura non propone angoli retti/è una sinfonia di contorni inesatti/e da sempre si oppone al teorema dell’uomo/che la vuole inquadrare”. Il concerto si conclude degnamente con Il padrone della festa, interpretata dai tre con grande passione e affidando ad un efficace finale solo strumentale la rassegna di tutti i protagonisti del palco. Canzone ad effetto, con un testo molto bello (“Il tetto delle nostre aspettative è così basso che si potrebbe anche toccare/la vita media di una prospettiva è una campagna elettorale”), come molto bello è tutto l’album.

Non perdete l’occasione di partecipare ad uno spettacolo intenso, costruito bene anche nei dettagli, non scontato e reso scintillante da tre cantautori (oltre che tre grandi musicisti) che meriterebbero ancora più considerazione. Il lungo applauso tributato alla fine è il giusto premio. Complimenti.

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2 thoughts on “Il padrone della festa

    1. La mia è una recensione amatoriale, ma proprio ieri mattina e stamattina ho letto due recensioni “ufficiali” e in certi casi ho ritrovato quasi le stesse parole (che mi stiano copiando? :-)). Questo per dire che lo spettacolo merita davvero e sta avendo un successo penso al di fuori delle più rosee aspettative. Se avessi la possibilità, non nego che andrei a rivederlo volentieri! Se andrai, vedrai che non rimarrai delusa.

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