Libri in vacanza

Guenassia

 

La vita sognata di Ernesto G. – di Jean-Michel Guenassia – Salani Editore

Mi chiamo Joseph Kaplan e oggi, domenica 25 aprile 2010, compio cento anni. Sì, cento anni. Si pensa sia un compleanno particolare ma devo dire che avere cento anni non è nè meglio nè peggio che averne ventinove o cinquantatré. É un’etá come un’altra. Un po’più rara, forse. […] Vivo assai meglio della maggior parte delle persone che incontro e che hanno sempre qualcosa di cui lamentarsi. […] Ciò che mi stupisce di più non è il fatto di avere cento anni, ma di essere nel 2010. È quando mi volto che mi sento vecchio. Da bambino, ho visto le miserie della Prima Guerra Mondiale e quell’ecatombe da cui pareva impossibile risollevarsi. Ricordo lo spavento suscitato dalla rivoluzione russa e quella terribile epidemia di spagnola che si portò via mia madre. Ci sono state tante di quelle guerre e tante di quelle mostruositá da farci disperare della nostra condizione umana, ma ci sono stati anche tanti progressi e tante scoperte. Non starò ad elencare gli infiniti eventi del secolo. Di tutti, se proprio dovessi sceglierne uno soltanto, ricorderei la caduta del Muro. Quel giorno, infatti, ha segnato il crollo della peggior dittatura di tutti i tempi, della più grande menzogna della storia dell’umanitá. La vita oggi è dura ma se non altro è una vita di uomini e di donne liberi. (pag. 508-509)

(per la rubrica Libri in Vacanza 2014 dal blog Carta Resistente, qui il link)

 

[Edit 01-09-2014] Dopo aver letto ed apprezzato il primo successo di Guenassia (Il club degli incorreggibili ottimisti), il timore era quello di incagliarsi nel più classico dei Reloaded, costruito fragilmente sulle positive recensioni ottenute. Devo dire invece che ho preferito la seconda opera. La trama è ben costruita, seguendo l’esperienza di vita del protagonista, Joseph Kaplan, che si snoda tra Parigi, Algeri e dintorni fino al ritorno a Praga. Un primo aspetto interessante è la sovrapposizione di personaggi con il primo libro: alcuni protagonisti compaiono in maniera importante (Pavel è uno degli incorreggibili ottimisti) oppure all’interno di piccoli cammei. Tuttavia non si crea alcuna interdipendenza, i due libri restano autonomi, ma leggendo questo si riescono a chiarire molti elementi magari solo abbozzati nel primo.

Guenassia costruisce poi in maniera esemplare la scenografia che correda l’esistenza di Joseph, inquadrandola all’interno dei più importanti eventi storici che hanno caratterizzato il ventesimo secolo (e riportati nell’estratto sopra): particolarmente intenso è l'”esilio” lontano da Algeri, vissuto in un villaggio di pastori in una landa desolata, esilio forzato per scappare alle retate dei Nazisti a caccia di ebrei. La solitudine dell’ambiente si ripercuote sulla geniale scelta letteraria fatta da Guenassia: l’assenza di interlocutori antagonisti di Kaplan portano lo stesso a dialogare con il lettore, tramite la scrittura di un diario personale che rappresenta l’unico appiglio per Joseph per esprimersi.

A differenza del primo libro, articolato in capitoli tradizionali, questo è un continuum, suddiviso solo in due grossi macroblocchi, più un piccolo capitolo introduttivo di presentazione della famiglia Kaplan: i due grossi capitoli sono incentrati sulle due figure femminili di spicco della vita di Joseph, sua moglie Christine e sua figlia Helena. Con questa organizzazione, la lettura è meno facile (i capitoli rappresentano comunque degli stacchi utili al lettore), tuttavia la storia è così appassionante da indurre costantemente a continuare.

Un ultimo aspetto è la passione per il tango del protagonista, che consente a Guenassia di creare dei bellissimi quadri di sensualità nella descrizione dei volteggi, fatta con un ritmo che sembra seguire quello della musica.

E Ernesto G.? Non vi dico nulla, perchè spero che abbiate la stessa sorpresa che ho avuto io nello scoprire chi sia. In questo, Guenassia è stato davvero un genio.

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11 thoughts on “Libri in vacanza

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta e per il “Mi piace” (apprezzatissimo)

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              1. Adesso l’ho letta! Mi ha fatto venire in mente un altro romanzo di ambientazione algerina: “Gli agnelli del Signore” di Yasmina Khadra. Senza dubbio il libro più straziante che abbia mai letto. Buona giornata, e buone letture! : )

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                1. L’ambientazione algerina è una parte del libro, sebbene non preponderante. Il libro è abbastanza equilibrato fra le varie locations, Parigi (un po’meno), Algeri e poi Praga, per finire. Ti consiglio di leggerlo, non è straziante, anche se qualche momento di tristezza indubbiamente c’è. Buone letture anche a te!

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