(Ancora) Dalla Cina con furore

Grande Muraglia

Ebbene sì, ancora un post sulla Cina. Questa volta però non racconto nulla di mio.
Il primo link vi porta ad un video: sebbene si possa credere che sia una Candid Camera, la scena è assolutamente credibile (quante volte mi sono trovato a inchiodare per evitare di asfaltare simpatici cinesini motorizzati?).

Lo scooter impazzito

Il secondo link vi porta alla lettura di un’intervista ad Enrica, una giovane laowai nata e cresciuta in quel di Mondovì che come me ha deciso di provare l’avventura cinese. Coraggio da vendere, considerando che per Enrica è la prima esperienza lavorativa!

Da Mondovì a Kunming: storia di Enrica (dal blog Cina di frontiera di Emanuela Verrecchia)

Buona visione e lettura a tutti.

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2 thoughts on “(Ancora) Dalla Cina con furore

  1. Purtroppo sono stata in Cina,per lavoro,una sola volta,e parecchi anni fa.Ma ho avuto a che fare con colleghi cinesi fino a tempi recenti.I quali, nel traffico di Firenze (che nelle ore di punta è assurdo,tutto un serpente di gente che si insinua fin sotto le ascelle),osservavano con ammirazione la nostra disciplina.Rilevo in modo parallelo che un collega canadese,qualche anno fa, lasciò Firenze perchè – tra l'altro – in qualche modo disgustato dalla nostra mancanza di disciplina stradale.
    Questione di punti di vista,evidentemente.
    Dell'esperienza in Cina, rammento perfettamente le acrobazie stradali degli autoctoni.In particolare,mi colpirono le regole sulle immissioni in carreggiata (scritte? Non scritte?).A quanto capii dai colleghi, chi si immetteva aveva la ragione,mentre chi correva sulla direttrice principale doveva rallentare, o comunque governare la faccenda per far sì che il bolide si immettesse senza risultare schiacciato come una frittata.Ricordo anche un mitico viaggio in auto di qualche ora, in cui vidi in diretta ben 2 schiacciamenti di motorette. Roba che ti resta impressa.

    Riguardo la Enrica: beh, la Enrica mi pare una forza della natura. E vestita da Angelo è una favola. Capisco anche quello che osserva alla fine:da qui,le dicono anche che è fortunata.Probabilmente lo è,verissimo;ma è quel tipo di fortuna che ti costruisci da solo.L'unica possibile,tra l'altro.Perchè la fortuna quell'altra, quella che ti cala dal cielo, non esiste.

    Bel post,interessante il filmato, idee fresche.
    Bravo Stefano

    Sandra Z(anobini)

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  2. Ciao Sandra, benvenuta nel blog, innanzitutto!
    Io in Cina ci ho guidato per un anno e mezzo. Ogni giorno un grosso segno della croce per sperare che non mi finisse addosso o sotto le ruote qualcuno. In effetti, il problema più grosso erano i pedoni, che attraversano senza guardare e soprattutto senza fermarsi; le biciclette e i motorini, che viaggiano a velocità supersoniche (per i limiti che hanno, intendo) con tempi di reazione di frenata pari a zero; le macchine che si immettono; le macchine che sorpassano a zig zag. L'unica cosa positiva è il fatto che a livello di velocità vanno piuttosto piano. Anche questa è stata un'esperienza.
    Per quel che riguarda Enrica, sono d'accordo con te, qui non si parla di fortuna, ma di tenacia e di “incoscienza”: coloro che la ritengono fortunata sono coloro che non avrebbero il coraggio di fare quello che ha fatto lei. E quindi merita solo applausi e stima.
    Torna presto!

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