Pessimismo e fastidio

“Oh Peo, è pieno di squali!” 
“Eh Peo, hai ragione, è un mondo difficile!” 
“Oh Peo, ma questi sono veri! “
(Cavalli Marci)
 
Quirico, Bonino
Domenico Quirico accolto dal Ministro degli Esteri Emma Bonino
L’estate sta finendo e un anno se ne va. Ogni stagione estiva si porta via il classico tormentone musicale, che ci ha bombardato in tutte le spiagge e discoteche, accompagnando le nostre ferie. Invece il tormentone di quest’anno non è una canzone e non ha nessuna intenzione di affievolirsi: del resto, si sta riscrivendo la Storia (voci di corridoio dicono che i testi di storia arriveranno nelle scuole con un’Appendice, “Il Ventennio e la sua Decadenza: 1994-2013”) e tutti gli editorialisti non possono non alimentarsi con le ultime stille di questa epoca esemplare. 
Anche Lilli Gruber ha riaperto i battenti della sua fortunata trasmissione Otto e mezzo tormentandoci con Silvio e Travaglio: pur apprezzando le doti giornalistiche della Rossa chiomata, mi sia permesso affermare con convinzione che ieri sera ha toppato. Da lei che è stata inviata di guerra in Iraq, mi sarei aspettato che non si occupasse del logorante quaquaraqua esternato nella Giunta per le elezioni (diventato un organo statale più importante del Parlamento, il quale, pare non conti più nulla). 
Domenico Quirico e Pierre Piccinin vengono liberati dopo cinque mesi di agonia e di timore per la loro vita: usciti dall’ultimo spiraglio di luce, prima che la Siria si avvitasse intorno all’ipotesi di un conflitto mondiale, avrebbero meritato gli altari della gloria per molto più di una mezza giornata. Lo stillicidio quotidiano che un momento ci proietta sull’orlo della crisi, il momento successivo vede la maggioranza nuovamente a braccetto è ormai insopportabile. 
Quirico ha raccontato di essersi sentito come su Marte, completamente fuori dal mondo reale, al punto da stupirsi quando gli viene detto che il Presidente della Repubblica è ancora Napolitano o che Kakà è tornato al Milan. Un giorno per riscoprire il mondo (qui l’articolo completo), intitola Mario Calabresi sul suo (e di Quirico) giornale: un giorno per scoprire che l’Italia è come prima, se non peggio; un giorno per commuoversi di fronte alla ritrovata famiglia che lo ha aspettato per 152 giorni senza tagliare l’erba del giardino, perché, come hanno detto le figlie, “quello resta il compito di papà”. 
Nonostante la oggettiva difficoltà nell’intravvedere un barlume di speranza, la famiglia di Quirico si è aggrappata all’erba alta per rimanere in piedi e non cadere: mi chiedo a cosa si debba aggrappare il popolo italiano per evitare che la Decadenza di un individuo ci continui a trascinare verso il fondo del baratro.
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5 thoughts on “Pessimismo e fastidio

  1. Ciao Stefano,
    come ho avuto modo di esprimere altrove, la causa dei problemi dell'Italia sono per me gli italiani. MI dispiace apparire fatalista, rinunciatario e dammi per vinto: ho provato nel mio piccolo a dare il mio contributo, ma questo Paese non si salverà e l'unica soluzione se si vuole aggirare il problema, visto che non lo si può risolvere, è emigrare verso una meta che possa offrire qualcosa di meglio.

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  2. Ciao Simone, hai ragione, anche io più volte nei miei post ho identificato nell'italiano medio la causa di tutti i mail di questo paese. Siamo noi che mandiamo quella gente lì in Parlamento e rispecchiano fedelmente il nostro livello culturale, la nostra capacitá di guardare al futuro. In Germania si parla giá di una possibile Grosse Koalition, ma non sembrano scandalizzati, perchè è giá capitato altre volte. Da noi, non è possibile, perchè non si fa politica per il bene del Paese (qualunque esse siano, ognuno ovviamente ha le sue visioni), ma per il bene personale.
    Emigrare è un'idea, certo, ma perchè dobbiamo abbandonare noi?

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  3. Ahimè Pietro, la tua è una constatazione oggettiva. Collegandomi anche a quello che Simone diceva nel primo commento, riporto una frase di Benito Mussolini, che ho sentito in questi giorni: “Non è difficile governare gli Italiani, è inutile”.

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