Vuoto culturale

Fletto i muscoli e sono nel vuoto.
(Rat Man)
Blade Runner
In questi giorni di lunga riflessione e di non-pubblicazione, mi sono posto una domanda: cosa sta succedendo in questo bislacco mondo? Come già accennato in un precedente post, la sensazione è che i Maya abbiano solo sbagliato la data, ma il concetto di fine del mondo si sta perpetrando giorno dopo giorno in questo 2013 che di roseo ha ben poco. 
Con la mente sono tornato indietro al 1989, anno in cui uscì il secondo film della trilogia Ritorno al futuro: ricordo che allora il 2015 sembrava un’epoca ancora lontanissima e ciò che si vedeva nel film appariva come pura fantascienza (soprattutto la Delorean volante). Un altro elemento che aveva colpito la mia attenzione era l’ambiente cupo e scuro, molto BladeRunneresco. Quanto lontani siamo da un quadro così tetro? Probabilmente ci siamo dentro fino al collo e sono convinto che una delle cause principali sia la drastica e generalizzata riduzione del livello culturale. 
A tal proposito, riporto i link a due articoli: il primo, di qualche settimana fa, il cui protagonista è il sindaco di Chicago che ha chiuso 54 scuole pubbliche (54!), ree di non aver ottenuto risultati educativi proporzionali alla spesa sostenuta dallo Stato; il secondo ci presenta il Ministro della Pubblica Istruzione Carrozza, che dopo poche settimane di lavoro già minacciava le dimissioni, qualora venissero tagliati i fondi per l’istruzione pubblica. Quanto siamo disposti ad investire nella cultura e di conseguenza nel futuro dei nostri figli e nipoti? 
Mi sono venute in mente allora le parole del Beato Padre Puglisi e i principi su cui si fonda il Centro di Accoglienza Padre Nostro, nato nel 1991 per volere proprio del sacerdote ucciso dalla mafia. Le riporto in sequenza: 
 
“E’ importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti.”
 
Il Centro ritiene indispensabile operare attivando progetti e programmi che tengano conto della cultura, delle risorse e dei bisogni delle persone e del territorio in cui opera facendo proprio il principio della sussidiarietà “e se ognuno fa qualcosa”… Oggi il Centro reputa fondamentale “aiutare la gente a camminare da sola”, per questo punta alla qualità dei servizi erogati e considera prioritario un investimento costante nella formazione delle risorse umane. Nel suo agire ritiene importante la collaborazione con le Istituzioni, non sostituendosi in alcun modo ad esse, ma impegnandosi in una civile e democratica protesta contro chi ha il dovere di fare e non fa. (www.centropadrenostro.it)
 
Don Pino Puglisi sosteneva che non bisognasse sprecare le proprie energie per cercare di redimere chi ormai mafioso lo è nel sangue, ma che occorresse investire sulla “prevenzione”: ed ecco che diventa fondamentale togliere dalla strada i ragazzi, per far sì che il futuro cresca esente da contaminazioni e soprattutto per evitare che la non-cultura tappezzi ancor più di nero questa società incolore.
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