Quello che i Presidenti non dicono

Presidente Napolitano
E non andiamo via, ma nascondiamo nel dolore. 
(Quello che le donne non dicono, F. Mannoia)



Il riferimento a personaggi pubblici è frutto dell’immaginazione. Nessuna frase o commento riportati sono stati realmente detti.

Miei amati concittadini e compatrioti, 
Vi scrivo in questi giorni istituzionalmente complicati, nei quali è mia primaria responsabilitá identificare soluzioni perseguibili e sostenibili per il bene della nostra amata Patria. Era mia speranza completare il mio mandato in un clima di serenitá, per affidare al mio successore un Paese che avesse intrapreso la strada delle riforme e della crescita. Tuttavia, gli impedimenti fino ad oggi si sono rivelati insormontabili. Comprendo i turbamenti di voi tutti elettori. 
Comprendo voi elettori della coalizione di centrosinistra, che non avete inteso appieno i messaggi dei vostri leaders (e chi ci sarebbe riuscito?), sballottati in una melliflua ricerca di voti al centro come a sinistra, senza pregiudizi (correttamente) ma nello stesso tempo senza un’idea programmatica (e poi mi chiedono perché rimpiango Berlinguer). Vi hanno fatto credere che un cambiamento fosse possibile, perché vi hanno detto di aver messo in naftalina i vecchi, ma credete a Nonno Giorgio, torneranno per la resa dei conti, dicendo “ah, se ci aveste ascoltato!”. 
Comprendo altresì voi elettori della coalizione di centrodestra, che avete visto sfumare la vittoria elettorale per pochi voti ed ora ritenete irresponsabile che non siate resi partecipi del governo del Paese. Voi che avete dato mandato ai vostri leaders di effettuare le riforme che realmente servono, come quella della Magistratura, ormai diventato un apparato corrotto e comunista: ed io, che ne sono il Capo secondo la Costituzione, nonché comunista, sono la mela marcia per eccellenza, giusto? 
Comprendo gli elettori del Movimento 5 Stelle, portatori di questa ventata di freschezza e di rinnovamento: a voi va il mio pensiero più profondo, perché i vostri rappresentanti si stanno impegnando fino in fondo a destituire il vecchiume che ancora regna nella stanza dei bottoni, ma non trovano sufficiente adesione. È un problema di comunicazione: non tutti ancora si sono iscritti al Blog di Beppe Grillo. 
Ed infine comprendo la frustrazione degli elettori del Terzo Polo: vi avevano detto che l’esperienza di governo si sarebbe protratta per l’intera legislatura, ma la proposta programmatica stranamente non è stata capita. Eppure, tutti ormai si laureano alla Bocconi… 
Prima di congedarmi dall’esercizio delle mie funzioni, cari elettori e cari eletti, esprimo un ringraziamento a tutti voi, che avete reso così vivace queste mie ultime settimane di Presidenza. Spero che andiate presto a quel paese: almeno smetterete tutti insieme di fare danni al nostro.

Vostro affezionatissimo Giorgio.
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4 thoughts on “Quello che i Presidenti non dicono

  1. “Ho nominato il governo tecnico… ed ho fallito.
    Ho indetto le elezioni… e sono fallite.
    Ho nominato Bersani… e ha fallito.
    Mò, che vulite da me? Io, fossi in voi, anche solo per scaramanzia, non mi chiederei più niente…” (Crozza)

    In ogni caso per me rimane sempre un grande Presidente, un gran signore, dal quale imparare molto.

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  2. Bel post, non so se nonno Giorgio pensa realmente ste cose, pero ci andiamo sicuramente vicini. Alla fine credo si sia incartato anche lui… a discolpa la situazione intricata, però un pò ne ha messo anche di suo, specie nel non prendere a pedate alcuni ministri tecnici (dato che lui ha fatto da garante al governo tecnico) che hanno preso decisioni approssimate e tecnicamente valutate molto male (non faccio nomi).

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  3. Anche per me resta forse il miglior Presidente degli ultimi 30 anni, a fianco di Pertini. Entrambi hanno dovuto gestire situazioni particolari, se devo dire Napolitano ha dovuto anche affrontare un'Italia messa sotto da una politica-non politica europea. Il che rende un ruolo che giá di per sè ha poco di decisionale (è piú un garante della Costituzione), ancora piú difficile.
    Ci mancherá, ne sono certo.

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  4. Ciao Pietro, nel suo settennato credo abbia visto veramente cose che voi umani… Dalle leggi ad personam, ad un parlamento non piú in grado di legiferare e costituito da elementi impresentabili (ormai è la parola piú in voga), alla crisi del debito e chi piú ne ha piú ne metta. Qualche errore ci puó stare. Se proprio devo dire, l'unica sua presa di posizione che non condivido è proprio l'ultima, cioè dare vigore ad un governo ormai senza piú autorevolezza, soprattutto per come si è comportato il buon Monti durante la campagna elettorale. Per il resto, grandissimo Presidente.

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