Save the Planet #3: Orto in Condotta

Orto in condotta

Oggi è ospite di Pensieri Strani…eri un’amica di Mondovì, Chiara, che ci illustra un interessante progetto di sostenibilità.

La nostra è una società dei consumi, dove tutto è fatto per essere consumato in fretta e gettato altrettanto rapidamente. Il modo disordinato e impaziente con cui mangiamo rispecchia pienamente questo stile di vita: nessuno si prende più il tempo di porsi delle domande di fronte ad uno scaffale del supermercato o ad un piatto già pronto, come se le nostre azioni quotidiane non influissero sui meccanismi del mercato, non avessero ripercussioni sulla nostra salute, non rappresentassero una parte importante della nostra cultura. Proprio da queste considerazioni nasce l’importanza di un programma di educazione alimentare, che prenda piede prima di tutto nelle scuole, in modo da istruire le future generazioni già dall’età di maggiore apprendimento. 
Un progetto importante che va ormai avanti da alcuni anni è quello degli Orti in condotta, un’esperienza fatta soprattutto, ma non solo, nelle scuole materne in collaborazione con Slow Food. Progetto nato negli USA, l’obiettivo è quello di educare al gusto, migliorando la conoscenza del mondo alimentare presso le nuove generazioni; ogni paese affronta gli stessi temi in maniera differente, adattandoli alla cultura e alle necessità del luogo. Con il progetto Orto in Condotta viene trasmessa ai bambini l’idea che ciò che è coltivato in maniera non intensiva, che è raccolto al momento giusto e non fa centinaia di chilometri per arrivare a destinazione, non può che essere più buono, più sano ed ecologicamente più sostenibile. Il lavoro di gruppo nell’orto permette di trasmettere ai bambini il concetto di responsabilità verso l’ambiente e verso il prossimo; inoltre, il coinvolgimento di nonni e genitori che aiutano maestre e bambini nell’orto e nella cucina, oltre all’interazione con alcuni operatori del settore agroalimentare aprono la realtà dell’Orto in Condotta a scambi con la comunità, che deve imparare insieme ai bambini a consumare in modo più consapevole. 
Il progetto Orto in Condotta è triennale, ed ogni anno le attività nell’orto e in aula ruotano intorno ad una singola tematica: il primo anno l’orto e l’educazione sensoriale; il secondo anno l’educazione alimentare ed ambientale; l’ultimo anno la cultura del cibo e la conoscenza del territorio. Per diventare Orto in Condotta l’orto deve rispettare una serie di regole. 
Prima di tutto il terreno deve essere coltivato per tutta la durata del progetto (tre anni), esclusi i periodi in cui la scuola è chiusa e non c’è nessun nonno ortolano che possa prendersene cura. Secondo, la coltivazione deve essere biologica o biodinamica. Terzo, le varietà coltivate devono essere quelle tipiche del territorio regionale o, laddove esistano, quelle coltivate dai Presidi. Quarto, è vietata la coltivazione di prodotti geneticamente modificati. Quinto, devono essere privilegiati i prodotti che hanno una valenza didattica, cioè quelli che possono essere raccolti e consumati durante l’anno scolastico. Sesto, anche l’uso dell’acqua deve avere un ruolo didattico centrale: da un lato devono essere i bambini a procedere fisicamente all’irrigazione, dall’altro deve essere loro spiegata l’importanza di una gestione oculata della risorsa acqua. Infine, i prodotti coltivati devono potere essere mangiati dai bambini, nella migliore delle ipotesi dopo essere stati trasformati nella mensa scolastica. 
Grazie a questo progetto i bambini apprendono in modo pratico come si prepara il terreno da coltivare, come e quando si seminano i vari fiori e le verdure, come curarli per farli crescere e soprattutto capiscono, e pian piano interiorizzano, il valore del tempo: figli di quest’epoca in cui tutto va veloce, in cui si ricerca sempre l’immediatezza, abituati ad avere tutto e subito i bambini non sanno più cogliere i ritmi lenti della natura, si annoiano nell’attesa della crescita delle piantine, cercano risultati immediati. Anche in questo è molto utile l’esperienza pratica, attraverso la quale i bambini possono capire che la natura ha certi ritmi che l’uomo deve imparare a rispettare se vuole ottenere qualcosa di buono. 
È chiaro che progetti scolastici come questi anche se ben organizzati non danno frutti se la stessa educazione non viene impartita anche al di fuori della scuola; ma è pur sempre un passo di fondamentale importanza, se è vero che a scuola si va per imparare.

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