Big Bang rottamato

Sfasciacarrozze, Rottamazione

Sipario sulle Primarie del CentroSinistra. 
Il risultato, netto e senza appelli, recita che il Big Bang rottamativo di Matteo Renzi è imploso su se stesso. Non sono andato a votare, perché al primo turno non ero in Italia, ma ammetto che avrei scelto il sindaco di Firenze. Il suo programma aveva degli spunti interessanti, pur con qualche caduta di deriva populistica (un governo con dieci ministri è francamente una barzelletta) e alcune indecisioni. Tuttavia la freschezza dei suoi comportamenti, la goliardia da toscanaccio e i suoi (a volte eccessivi) incentivi alla rottamazione non sono stati sufficienti a contrastare l’atavica e tipicamente italica mancanza di propensione al rischio. Le stesse regole di base per le Primarie e polemiche annesse hanno rivelato il terrore da parte della nomenklatura del PD di ritrovarsi improvvisamente pensionati: come può un personaggio dell’esperienza di D’Alema sostenere che “finalmente mi sento tranquillo, potrò contribuire alla causa senza fare la guerra”? Della serie: la poltrona è salva, con Pierluigi ci parlo io. 
Gli italiani vogliono cambiare, ma solo a parole: siamo un popolo che si nutre di lamento, ma comunque preferiamo “l’usato sicuro”, invece che un “km 0”, metafora molto in voga in queste settimane di campagna elettorale. La storia ci insegna che ci siamo sempre accodati, preferendo astenerci piuttosto che manifestare una presa di posizione chiara (le due Grandi Guerre sono un esempio lampante). Amiamo i facili populismi: Berlusconi prima, Grillo oggi. Perché non riusciamo a creare un solido bipolarismo all’americana o all’inglese? Perché l’unico bipolarismo conosciuto dagli Italiani è il disturbo psichico: la definizione di disturbo bipolare (sindrome di interesse psichiatrico sostanzialmente caratterizzato da un’alternanza fra le due condizioni contro-polari dell’attività psichica, ovvero l’eccitamento e la sua inibizione – fonte Wikipedia) tratteggia in maniera inequivocabile il contorno dell’italiano medio. Ci facciamo prendere dal facile entusiasmo, poi, quando ci si rende conto che qualcosa potrebbe spostare i nostri equilibri, dietrofront immediato. 
Renzi, nel suo discorso finale, ha detto che spera che altri under 40 come lui si cimentino nella voglia di cambiamento, in particolare in politica: per me invece l’Italia resta un paese per vecchi, proprio analizzando l’esito di queste primarie. Obama è diventato Presidente degli Stati Uniti a 48 anni: in Italia a 48 anni, non solo in politica, ma anche nel mondo del lavoro, si deve ancora imparare qualcosa. 
E allora mi ritorna in mente il passaggio de La Meglio Gioventù di Marco Tullio Giordana, che ha rappresentato lo spunto del mio Manifesto 1.0: 
Professore: Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.
Nicola: Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse? 
Professore: E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire… Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…
Nicola: E lei, allora, professore, perché rimane? 
Professore: Come perché?! Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere. 

Non a caso, anche nell’altro schieramento qualcuno vorrebbe tirarne fuori uno dal cilindro.

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8 thoughts on “Big Bang rottamato

  1. Ciao Stefano
    dirò alcune mie impressioni sulle primarie da poco svolte. Innanzitutto un grazie, ad un quasi coetaneo (io sono più giovane di lui :-), per aver fatto venire la strizza a mezza nomenclatura politica italiana, solo per aver (non dico alzato la voce) ma quantomeno parlato, senza che gli “anziani” gli dessero diritto di parola. Quindi se vogliamo farci valere come 30enni, almeno a sinistra c'è la possibilità di farlo, basta solo un pò di coraggio.

    Io non ho votato perchè sperduto all'estero, cmq propendevo un filino per il segretario, spiegherò i motivi.

    Dopo che i risultati sono diventati ufficiali, le reazioni ad esso, sono state quantomeno schockanti. Tu hai riportato quella di D'Alema, che ancora non ha capito che dopo aver fatto cadere con Bertinotti, Prodi, oramai non ha più molta voce in capitolo nella storia d'Italia. Poi anche quella del Berl è ancora più sconcertante (non ha vinto Renzi, allora ritorno in campo).

    Noi italiani come al solito, cerchiamo di imitare gli americani. Dagli USA prendiamo sempre cose che poco si addicono alla nostra storia, e decliniamo in modo molto velleitario le loro cose buone (tipo le primarie, che prima di questo turno erano solo dei plebisciti). Ora che molti dell'altro schieramento desiderassero così tanto la vittoria del sindaco, mi suona quanto meno balzano (è come se McCain avesse desiderato la vittoria di H.Clinton contro Obama o viceversa, alle primarie di 5 anni fa… assolutamente inconcepibile, nel paese che ha inventato le primarie!!!). Per quanto mi riguarda non ho considerato Renzi non votabile in quanto antipatico o furbo (come molti a sinistra hanno pensato, con la solita logica del puro e duro de noantri), ma perchè continuo a considerarlo poco vicino alla mia visione. Lo avrei visto bene per le primarie del Cdx o del centro eventuale, e lo reputo una persona che potrebbe in un futuro avere ancora molto da dire e sono sincero nel dire che con lui mi piacerebbe confrontarmi, (tranne la storia dei 10 ministri francamente era da dimenticare). Non faccio la gara dei tonti di chi è più a sinistra (gara che ha condannato la sinistra all'opposizione per un “secolo” in Italia.. vedi Bertinotti), a me andava bene Bersani, poichè come ministro ha fatto cose che condividevo, tra i vecchi era quello che aveva combinato meno corbellerie (Veltroni e D'Alema docet…) e poichè negli ultimi anni ha dimostrato la passione che mi aspetto da un leader del csx (vedi discorso alla camera nel settembre del 2010 e del 2011, che pochissimi hanno avuto la ventura di vedere o leggere). Che poi in Italia prendere in giro i leader di sinistra screditandoli a prescindere, sia uno sport facile, praticato dai populisti e dai sapientoni dei giornali di sinistra questo è un altro conto ed è una cosa che francamente non c'è da andarne fieri.

    Su internet avevo letto un post (lungo) sul fatto che con Renzi il csx avrebbe vinto a mani basse dopo, con Bersani si dovranno fare alleanze instabili per arrivare al governo. E' probabile sia vero (non è dimostrabile scientificamente). Però questa è la logica del voto e mi turo il naso di montanelliana memoria, e Montanelli stesso non è che fosse contento di votare così.

    Tirando le somme: quando in Italia, ci sarà una “borghesia” (parola fuori moda e postideologica), che invece di stare dietro le quinte, decida di sporcarsi le mani, entrare in politica, metterci la faccia, ed evitare che i populisti, raccolgano il voto di chi non è di sinistra? E' mai possibile che questa classe sociale, debba sempre preferire i salotti, gli aperitivi, le chiacchiere, etc etc alla gestione della cosa pubblica? Continuando in questo atteggiamento snob, condanna l'Italia al disturbo bipolare (pro o contro il populista di turno). Quindi il mio augurio e che altri 30-40enni seguano l'esempio di Renzi, e che finalmente una parte consistente e importante del nostro paese faccia la sua parte.

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  2. Ciao Pietro, grazie come sempre della tua analisi, obiettiva ed approfondita.
    Tengo a precisare che ritengo Bersani un'ottima persona, a modo, da ministro ha fatto alcune cose interessanti. il nodo per me resta quello delle alleanze. Io credo che Bersani prenderebbe molti più voti alle prossime politiche se non si alleasse con Casini. Io non credo che con Renzi il PD vincerebbe a mani basse. Credo che il PD vincerebbe senza problemi se fosse coerente con le idee programmatiche con cui è nato. Un partito progressista e riformista, moderato, possibilmente antipopulista. Di sinistra, ma non radicale. Il processo nato con Prodi e Veltroni avrebbe avuto bisogno soprattutto di forze fresche, nuove, non contaminate dal passato. Invece ancora una volta ha vinto la nomenklatura e la paura da parte dei vari D'Alema, Bindi, Fassino di perdere il potere. Renzi o in generale i giovani del PD (Civati e Serracchiani, per favore due nomi) potrebbero dare veramente quella svolta. Al momento la vedo rinviata, vediamo se Bersani manterrà fede al processo di rinnovamento che ha disegnato nella sua campagna elettorale.
    Per chiudere con la borghesia: hai ragione, dovremmo trovare il coraggio di uscire fuori dal guscio. Ci lanciamo?

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  3. Ciao Stefano, ho letto quanto hai scritto sul tuo blog. E c'è del vero, ma solo in parte, secondo me. Io vedo anche in Renzi un po' di quanto tu riscontri in Berlusconi e Grillo (e prima ancora in Craxi): non nei contenuti, ma nei modi. Se proprio vogliamo individuare un personaggio politico, io vedo in Pippo Civati colui che può tentare il cambio generazionale di cui il centrosinistra ha un gran bisogno: penso e spero che al congresso del PD, il prossimo anno, Civati possa diventare il promotore e protagonista di tale rinnovamento. Ha modi più gentili (meno brutali) di Renzi e contenuti di sicuro più riformatori del Sindaco di Firenze. Prova a seguirlo, sempre che tu non lo faccia già:)

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  4. Ciao Davide, sono d'accordo, infatti io stesso ho evidenziato i modi non sempre ortodossi di Renzi e credo che lui stesso abbia velatamente avuto l'onestá intellettuale di ammetterlo. Il mio è stato un giudizio sul “duello”, quindi su ció che c'è stato. Ció che ci potrá essere, io mi auguro che sia meglio.
    Del buon Ciwati leggo ogni tanto qualcosa e lo trovo valido. Del resto anche lui era partito tra i rottamatori, ma credo che alla fine non condividesse proprio i modi di Renzi.
    Credo nel rinnovamento della politica e spesso mi chiedo in che modo potrei contribuire attivamente. Per ora dico la mia sul blog, un domani, chissá.

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  5. Ciao bersa! Finalmente son riuscito a leggere il tuo post.. Sai cosa penso? Che paradossalmente Renzi avrebbe avuto più possibilità di implodere vincendo che non perdendo, travolto dalle conseguenze in cui finiscono per incappare gli “uomini dei miracoli”.. A prescindere dalle sue intenzioni, con la sua battaglia ha invece dato secondo me una scossa vitale e un contributo fondamentale, che spero e credo Bersani riuscirà a valorizzare per fare un po' di pulizia nel Pd (spero con Civati alla segreteria, fra un annetto).. Che è poi il motivo per cui alla fine al secondo turno ho votato proprio Bersani: perchè ho avuto la sensazione che, dei due, sarebbe stato quello più capace di tenere il più possibile insieme, senza annacquarle, le enormi risorse (di idee, persone, contenuti) mobilitate per queste Primarie…

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  6. Ciao Simone, è un piacere averti nel blog, insieme a Davide. Sia nel tuo intervento, sia in quello di Davide vedo una visione prospettica che fa bene sperare. Io stesso forse mi lascio prendere dalla necessità o speranza di uno shock emotivo, un forte terremoto che dia uno scossone ad una nomenklatura di cui francamente non se ne può proprio più. Voi siete più “calcolatori” (permettimi il termine), io rischierei: proviamo a lasciare la palla in mano alle nuove generazioni, con tutti gli errori e strafalcioni commessi fino ad ora, che cosa potrebbe esserci di peggio?
    certo, con un centro-destra che si sta autodistruggendo ogni giorno che passa, la politica italiana non è che ne tragga un gran beneficio…

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  7. Ciao Stefano
    oggi mi è capitato di leggere l'editoriale di Mario Calabresi, che esplicita in maniera totale il mio pensiero sulla vicenda primarie e sulle alleanze.

    Per evitare che la nomenclatura sia sempre lì a ronzare intorno al leader di turno, c'è bisogno di un solo verbo, quello che hai usato tu alla fine del commento: lanciarsi. Spero che i giovani in questo seguano Renzi, evitando però di tirare in ballo il populismo, i Righeira, i soliti anglicismi vuoti, ponendo coscienza e mano alle tantissime esperienze che la nostra generazione ha avuto modo di affrontare.

    Tre anni fa avevo scritto qualcosa in merito:

    http://piepalmi.blogspot.com/2010/06/figli-degli-anni-70.html

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  8. Bel post, Pietro, nel finale hai colto il segno. Ci sono due aspetti, che sono due facce della stessa medaglia: 1) da una parte dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e impegnarci attivamente. Stimo molto Davide e Simone perchè loro sì che stanno contribuendo attivamente per migliorare questa politica 2) ci devono lasciare partecipare. Ieri sera a Ballarò Giorgia Meloni, in un attimo in cui si è estraniata dall'esaltazione della politica del Governo Berlusconi, ha detto una cosa giusta: alla nostra generazione (proprio noi, i figli degli anni 70) bisogna lasciare spazio. Finora al potere ci sono stati ultrasessantenni e ultrasettantenni che hanno già completato il loro percorso professionale (oltre ad avere profumati vitalizi), per cui non hanno nessun interesse a combattere per una situazione migliore! E allora, abbattiamo questi dinosauri e diamoci dentro!

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