La Compagnia del Capitano

Nebbia
Caro Capitano, ti scrivo, così mi distraggo un po’: e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. Da quando sei partito c’è una grossa novità: non voglio più la tua Compagnia, basta! Siamo stati insieme dalle ore 15 di sabato 24 novembre alle 14 (ora di Greenwich) di domenica 25. Una vacanza trasformata in una Passione: ho rivissuto le mie lunghe odissee da e verso la Cina! 
Tutto inizia la mattina del sabato, con l’arrivo in aeroporto verso le 12: espletiamo le operazioni di controllo bagagli e ci avviciniamo al gate. Tutto ok, ma… un gigantesco muro di nebbia avvolge l’aeroporto di Treviso. L’aggiornamento dei monitor riportanti i dettagli dei voli latita, ma cominciamo a renderci conto che alcuni voli sono stati deviati su Venezia (dunque l’aeroporto di Treviso non accettava più alcun atterraggio); tuttavia il nostro volo viene chiamato all’imbarco (per non si sa bene quale alchimia meteo, il nostro aereo aveva “violato” le piste trevigiane) e noi, impavidi, ci sistemiamo puntualmente ai nostri posti. 
Pronti a partire? Macchè: dalle 15 fino alle 17.15 siamo rimasti in tua piacevole compagnia sul Boeing 737 da te comandato. È stato interessante vedere la tua dimestichezza con la moderna tecnologia: il tuo sguardo volto all’orizzonte alla ricerca di una visibilità migliore infondeva in noi fiducia piena nella tua professionalità, consapevoli che il tuo occhio era decisamente più affidabile di oniriche previsioni meteo, pessimisticamente dichiaranti visibilità inferiore ai 100 metri e presenza di nebbia fino alla mattina successiva. La tua testimonianza di fede è stata illuminante: (testuali parole) “sono fiducioso che entro sera partiamo”. Alle 17.15 ci hai fatto sbarcare, perchè l’atmosfera dentro il velivolo cominciava ad essere pesante e non solo per l’effetto stalla; siamo stati dotati di kit rigenerante costituito da bottiglia d’acqua e sandwich: non era proprio il menù che avevamo previsto per la prima serata nella City… Da quel momento in avanti, la scritta sui monitor “Ritardo indefinito” ha corroborato la nostra attesa fino alle 22.30, quando hai finalmente deciso di rischedulare il volo alle 12.45 della domenica. 
Perché Capitano, mio Capitano, hai preso la decisione dopo la bellezza di sette ore dall’orario di partenza del volo? Ecco il motivo per cui non vorrò più la tua Compagnia: pare che la nebbia non abbia solamente bloccato l’aeroporto, ma abbia decisamente offuscato il tuo cervello.
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