Notti Magiche #1

Logo Italia 90, Mondiali CalcioChi si accontenta gode, così così
(Luciano Ligabue, Certe notti)
Una volta il calcio era lo sport delle Notti Magiche: “inseguendo un goal, sotto il cielo di un’estate italiana”, cantavano con grinta Bennato-Nannini. E devo dire che, benchè quel Mondiale non ci abbia visto vincitori (ma chi si dimentica gli occhioni di Schillaci?), quelle erano state veramente notti di grande passione sportiva. Oggi il calcio è il riflesso di una società civile spenta. Il campionato europeo che in questi giorni si sta svolgendo in Polonia ed Ucraina rappresenta una metafora quanto mai stringente del film che continua ad imperversare sugli schermi di Eurolandia. Alcune considerazioni:
a) il livello delle partite giocate è l’espressione dell’attuale mediocrità europea: non a caso l’unica squadra che ha chiuso a punteggio pieno il girone eliminatorio è la Germania, dando prova (qualora ce ne fosse bisogno) di solidità e pragmatismo, ma non di un gioco entusiasmante;
b) ci si fa trascinare da fenomeni spot: la Russia doveva essere la rivelazione del campionato (soprattutto dopo aver vinto 3-0 contro l’Italia qualche giorno prima dell’inizio dei campionati), salvo venire eliminata dalla Grecia. Avreste mai immaginato che la gamba più traballante dell’Europa avrebbe affossato uno dei pilastri del BRICS?
c) dove sono i giovani talenti? L’unica squadra che ha dato una svolta è la Germania (ancora loro…), perchè nel 2000 la Federazione Tedesca ha dato vita ad un impegnativo processo di ristrutturazione, con l’obbligo per ogni società professionistica di creare delle Accademie per il calcio, fucine di nuovi talenti. La stessa Spagna si affida ad un gruppo granitico e di fenomeni, ma si comincia ad intravvedere un rallentamento nel ricambio: il Barcellona non può inventarsi giovani campioni ogni anno e il Real Madrid si sta “despagnolizzando” come l’Inter del triplete (sarà un caso che l’allenatore è lo stesso?). L’Olanda (che una volta sfornava campioni soprattutto nell’Ajax) è stata miseramente eliminata, vittima delle sue prime donne.
E l’Italia? Non ci smentiamo mai. Ancora una volta dimostriamo di non essere in grado di costruire e mantenere un progetto: iniziamo un campionato improvvisando un modulo che non abbiamo mai utilizzato negli ultimi due anni, sgretolando quelle (poche) certezze che avevamo costruito durante le qualificazioni (peraltro dominate); otteniamo un pareggio con la Spagna campione del Mondo e d’Europa in carica (importante sottolinearlo, in modo da avere sempre una scusa buona per giustificare la nostra incapacità di fare risultato) e pensiamo di avere già un piede in finale: salvo poi pareggiare con la Croazia e cominciare a scatenare dietrologie sul possibile biscotto tra Spagna e Croazia. Continuiamo a difendere quasi con orgoglio la nostra eterna incompiutezza e arte di arrangiarsi, la nostra abilità “oratoria” nel lamento gratuito, il nostro compiacersi in ciò che anche gli altri non fanno. Non ci interroghiamo sui veri motivi per cui abbiamo solo due punti in classifica, invece di sei, in compenso ci ostiniamo a discutere sull’Eurobiscotto, quando ancora dobbiamo vincere contro l’Irlanda: francamente, conoscendo il buon vecchio Trap, non darei per scontata la vittoria. Meglio non dire gatto, se non ce lo abbiamo ancora nel sacco…
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4 thoughts on “Notti Magiche #1

  1. Ciao Stefano, vengo a commentare anche se con qualche giorno di ritardo rispetto alla data di pubblicazione del post. Io in sostanza sono d'accordo con quello che dici e l'analogia che fai tra sport ed economia tutto sommato sta in piedi. Tuttavia mi sembra un po' esagerato caricare delle semplici partite di pallone (perché di questo si tratta, partite di pallone) di eccessivi significati politici ed economici. Io per esempio ho preso l'ultima partita con l'Irlanda con ironia e mi ha fatto molto sorridere il fatto che ancora una volta ci stessimo aggrappando ad un golletto per arrivare fino al 90° minuti. Il tutto secondo perfetta tradizione… Ma per me è finita lì… Insomma guarda ad altre annate, ci sono state nazionali anche più scarse e quando l'economia andava un po' meglio. E poi ho trovato davvero eccessivo da parte dei giornalisti caricare di significati politici la partita tra Germania e Grecia di ieri. A tratti sembrava di essere tornati a USA-URSS durante la Guerra Fredda… Bah, sono partite di pallone, dai…

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  2. Ciao Simone, sei sempre il benvenuto… Ti do ragione: nel mio post volevo esserci una vena leggera di ironia, soprattutto per una metafora che, manco a farlo apposta, sembra disegnata da una sagace mente… Pensa se ieri sera la Grecia avesse per puro caso eliminato la Germania. Ricordo benissimo, anche con un po' di malinconia, Italia90, sia perché avevo 20 anni in meno, sia perché si viveva una sana inconsapevolezza. Non pensi che nonostante tutto, ci fosse una maggiore serenità? E non credo che le nostre finanze siano mai state troppo sane…

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  3. Ciao Stefano
    rispondo anche io come Simone con qualche giorno di ritardo. Purtroppo stavolta non sono d'accordo con te nel post, piu' nel commento e mi trovo piu' in linea con Simone, nonostante il tuo ragionamento regga (parallelismo calcio economia europea). Anche a me non piace molto il dover abbinare il calcio a qualcos'altro. Certo nel calcio si riversano sempre situazioni sociali, tensioni interne etc… non a caso da decenni in Italia lo si usa come valvola di sfogo (specie negli stadi). Pero' caricare di significati altri, una partita di calcio e' un po' una forzatura, specie se il calcio riguarda le nazionali.

    Sulla qualita' del calcio espresso, faro' un po' lo snob. Devo dire che in queste manifestazioni estemporanee, poche volte nel giro degli ultimi 25 anni (quelli di cui ho memoria) ho visto bel calcio, non solo da parte della nostra nazionale… ma anche di quelle tanto blasonate. Sono tornei (soprattutto l'europeo, abbastanza livellato) dove spesso vince chi ha piu' benzina, dato che si gioca dopo campionati e coppe (salvo il Brasile di Pele' e Garrincha,…troppo forte nella storia, molte volte e' andata così) e le partite moltissime volte si dilungano noiosamente fino al 90 e a volte anche oltre. Nel caso di Italia 90, fu bello per tutti perche' si gioco' in casa, l'Italia non era male pero' non era cosi' forte come un po' tutti abbiamo ingigantito quella squadra e credo che una manifestazione cosi' non potra' piu' ripetersi chissa' per quanti decenni nel nostro paese, e poi era il bello di essere (per noi del 77) ancora bimbi. Cio' detto era ancora un calcio meno legato ai soldi, anche se gia' cominciavano a girare. Molte volte pero', specie in Argentina nel 78, il calcio non giro' intorno ai soldi, ma a qualcosa di veramente vergognoso… per cui guardo oramai anche al passato con meno disincanto e prendo le partite della nazionale per quello che sono.

    Purtroppo sto notando in questi giorni, come al solito, che tra giornalisti e Prandelli si sia creato questo idillio, per cui a Prandelli (che per me resta comunque una persona educata) gli si permetta di dire anche castronerie e fare il Mao Tze Tung del calcio italico (rivoluzione culturale, espressione di gioco, e via con stupidaggini di questo tipo)… spettacolo a mio avviso molto stucchevole. L'economia in Italia non e' mai andata molto bene, cosi' come c'e' sempre un giornalismo (sportivo e non) che fa veramente vomitare, a prescindere dai risultati della nazionale.

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  4. Caro Pietro, bentornato nel blog, ti sei stabilizzato nella nuova location?
    Sul giornalismo sportivo, io concordo perfettamente. Effettivamente, leggere la Gazzetta dello Sport è più un vezzo/abitudine da italiano medio che si sdraia in panciolle al sole, ma nel tempo è via via peggiorato, offrendo sempre meno spunti di carattere sportivo. Per non parlare delle telecronache, la RAI non è più in grado di trovare dei telecronisti decenti (i radiocronisti, tutto sommato, mi sembrano decisamente validi, perchè non “promuoverne” qualcuno?)?
    Come espresso nel commento, mi trovo d'accordo con Simone e ora anche con te. Una partita di calcio è e deve rimanere un qualcosa di sportivo. Tuttavia la metafora persiste,l'Europa continua ad impoverirsi e con lei tutto quanto di conseguenza. L'illusione è che lo sport torni ad avere la funzione dello sport, come ho anche espresso nel post di ieri http://ilpensatorelaowai.blogspot.it/2012/06/la-corona-della-vittoria.html

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