Il re degli ignoranti

ecco di cosa avete bisogno: dell’arte… dell’arte di tutto ciò che era bello,
prima che i vostri padri la distruggessero per regalarvi una Ferrari…
(Il re degli ignoranti, 1991, A. Celentano)
Porsche

“Perché sei tornato in Italia? Chi te lo ha fatto fare? Non vedi in che situazione disastrosa ci ritroviamo?” Nessun messaggio di benvenuto poteva essere meno confortante, francamente, ma del resto, in questa mia prima settimana di Bel Paese, mi sono ritrovato nel bel mezzo di un ciclone, risultato di un fronte di corruzione e malcostume così diffuso che Tangentopoli, in confronto, sembra un giochino per bambini. Da una parte personaggi politici che si sono ritrovati a guidare Porsche ed abitare appartamenti senza saperlo, dall’altra giocatori di calcio che si sono ritrovati qualche euro in più sul conto in banca senza saperlo; ma vogliate essere comprensivi, coi tempi che corrono qui in Italia, a caval donato non si guarda in bocca: non vorrete mica che il povero Trota debba aggiungersi a quel 31% di giovani che non hanno un lavoro! Ho anche visto un servizio nel quale mostravano la location dedicata all’Expo 2015 ancora in uno stato rurale: ed io che avevo sfidato i miei amici cinesi, dicendo che in cinque anni avremmo realizzato un’opera fantasmagorica ed ecosostenibile, ancora più bella dell’Expo di Shanghai…
Perché dobbiamo continuare ad ignorare il fatto che è veramente ora di cambiare? In Cina la corruzione è un fatto acclarato: si sa che spesso l’unico modo per sbloccare delle situazioni complicate è la bustarella. Nessuno lo ignora, tutti lo sanno. Anche il governo cinese si è reso conto che la corruzione sta diventando il peggiore dei mali, per cui si sta impegnando a bonificare la palude nella quale il loro sviluppo potrebbe impantanarsi. Come lo faranno e con che tempi, non è dato di sapere, ma conoscendo i loro sistemi, sicuramente ci riusciranno.
Ciò che mi lascia perplesso è l’atavico italico modo di affrontare le cose: i nostri politici ancora discutono di un disegno di legge anticorruzione che dovrebbe essere la priorità assoluta. Ma perchè occorre ancora discutere, considerando che ovunque ci si giri, ci sono fatti lampanti? Continuo a vedere la geniale arte di nascondersi dietro le evidenze, un’omertà diffusa che ci trasforma da ignoranti “che non conoscono” ad ignoranti “stupidi”, nel senso traslato del termine. Che senso ha fare una legge che incentivi il ritorno dei cosiddetti cervelli in fuga, se questi, quando ritornano, entrano in una realtà peggiore di quella che avevano lasciato qualche anno fa?
Sembra che il re degli ignoranti abbia sistemato le proprie truppe in pianta stabile in Italia: credo che sia arrivato il momento di cacciarlo fuori, cosa ne dite?

P.S. Se qualcuno volesse farmi trovare una Porsche sotto casa, io ignorerò come questa sia arrivata lì, basta che mi facciate trovare il pieno di benzina (che ora come ora, vale quanto la macchina stessa…).

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6 thoughts on “Il re degli ignoranti

  1. Ciao Stefano
    nel mio piccolo, ti auguro ogni bene per essere tornato nella nostra martoriata patria. Posso solo dirti di cosa dicono gli altri. Ognuno si crea la propria storia anche indipendentemente dalle condizioni esterne. Per cui se nel tuo destino e' scritto che dovevi tornare in Italia, vedrai che questa e' stata la scelta giusta.

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  2. Grazie Pietro per il pensiero e per l'augurio. Come ho sempre detto, spero di essere tornato con la grinta e la volontà di spingere il nostro Paese verso qualcosa di meglio. Non voglio accontentarmi, ma voglio essere ambizioso per il futuro delle prossime generazioni. E francamente, in una settimana mi sono goduto il positivo, senza pensare troppo…

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  3. ciao Stefano,
    bentornato davvero! ho avuto la fortuna di salutarti il giorno di
    Pasqua e vorrei pubblicare quelle poche parole che ti dissi:
    ORA CHE SEI TORNATO IL NS/ PAESE HA LA SPERANZA DI USCIRE DALLA CRISI, lotta Stefano contro questo marciume che non ci fa respirare,
    lottate giovani, sarà dura ma siate uniti e lottate in squadra, è sempre la squadra che vince.
    Piccolo apprezzamento al governo tecnico della ns. nazione:
    state distruggendo quel poco di buono che c'era ancora, recate danno
    al popolo lavorativo e non potete continuare a chiedere sacrifici a
    chi è estraneo ai fatti, il debito pubblico è stato fatto dai governanti non dalla gente che lavora, bisogna avere la capacità di
    colpire esosi e intollerabili privilegi cari signori, mettetevi la
    mano sulla coscienza se ne avete una e su questo ho dei dubbi.
    scusa lo sfogo e la rabbia Stefano, quando ci vo ci vo,
    buona fortuna Stefano,
    Nella

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  4. Cara Nella, sei stra-benvenuta nel blog. Non c'é da chiedere scusa per lo sfogo, ognuno qui è libero di esprimersi come meglio ritiene e di esprimere ciò che sente.
    Si potrebbe discutere per giorni, settimane o mesi su cosa il governo dovrebbe fare o meno. Non ho sicuramente la ricetta, ma ho un pensiero: non voglio accontentarmi di ciò che vedo, dell'attuale condizione. Dobbiamo aiutarci tutti insieme a venirne fuori, perché siamo italiani e, da che mondo e mondo, non ci facciamo mettere i piedi in testa da nessuno.
    Ho sempre espresso una buona fiducia in questo governo tecnico, sebbene qualche ultima mossa mi abbia lasciato un po' perplesso (non ultima la proposta dell'ennesima accisa sulla benzina per aiutare la protezione civile, salvo poi voler dare 100 milioni di finanziamento pubblico o rimborso elettorale che dir si voglia). Abbiamo la necessità dinuovo di una politica che stia in mezzo alla gente, senza fare facile demagogia. E per me la ricetta numero uno é ascoltare veramente le persone e ciò che davvero hanno da dirci.
    Il futuro é nostro, dobbiamo andarcelo a riprendere.

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