Un saluto… a modo mio

A modo mio, quel che sono l’ho voluto io.
(Lucio Dalla)
Non sono mai stato un fan di Lucio Dalla, soprattutto perché non ritenevo di avere una cultura musicale cosí fine e complessa da capire il suo stile. Non condividevo le sue idee politiche e neanche troppo il suo concetto di fede. Non diventeró suo fan a partire da oggi, eviteró di dargli del tu, come fanno tutti oggi su Internet: tutti salutano commossi, tutti dicono che é stato un genio musicale, un grande jazzista, un autore e poeta, “uno di noi”. Io non faró nessuna celebrazione. Scelgo una canzone che mi piace moltissimo, che anche nel titolo é controcorrente rispetto al momento: tutti oggi piangono la sua morte, io celebro invece la sua nuova Vita.
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6 thoughts on “Un saluto… a modo mio

  1. Ciao Stefano
    bel post e bella la canzone scelta. Per quanto mi riguarda non ero un suo fan, ma molte sue canzoni mi sono piaciute (specie “Canzone”).

    Non mi piace come molti l'hanno etichettato musicalmente parlando (jazzista?!? boh…forse mi sono perso qualcosa della sua discografia). Alcuni suoi testi erano geniali, ma accessibilissimi, altri visionari, altri piu' leggeri, altri poetici. La musica per i suoi testi era all'altezza dei testi, a volte un po' meno.

    Purtroppo quando un personaggio importante italiano lascia questa vita per la prossima, si assiste sempre a questo piagnisteo teatrale e a questa commemorazione da salamelecco. Ma di questo mi sembra che ne abbiamo gia' discusso sul tuo blog. Resta da dire che Lucio Dalla, a mio modesto avviso, era una delle colonne della musica leggera italiana e uno dei migliori cantautori.

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  2. Concordo con te, caro Pietro, sul fatto che fosse una colonna portante della nostra musica. Sono fuori dall’Italia da tre anni, per cui non conosco l’attuale offerta musicale, che magari si é arricchita. Tuttavia la mia sensazione é che i Dalla, De Gregori, De André, Finardi, per fare solo alcuni nomi tra i piú grandi cantautori italiani, al momento non abbiano degni eredi. Ligabue e Vasco sono parecchio indietro, piú che altro come qualità delle canzoni; Samuele Bersani, i Marlene Kuntz, i La Crus, gli Avion Travel (per fare alcuni nomi) sono bravi, ma forse a volte un po’troppo ricercati. Bisogna secondo me avere il coraggio di fare una “Caruso” cosí come una “Attenti al lupo”, filastrocca divertente ma sicuramente meno appariscente. Sul discorso jazzista, pare che prima di cominciare a fare il cantautore fosse un notevole sassofonista (Gramellini, nel suo elogio funebre su La Stampa, lo racconta in modo simpatico). Come detto, non essendo un suo fan, anche io ne ero completamente all’oscuro.

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  3. Gli eredi arriveranno non appena si chiuderanno i talent show, che invece che generare creativita', generano solo personaggi e cover di canzoni di questi grandi. Dopo la chiusura del GF sono speranzoso.. ad a passa' a nuttata

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  4. Questa volta caro Stefano non sono d'accordo con te su Lucio. Sarà perchè con le sue canzoni ha accompagnato tanti anni della mia vita e quando le riascolto ,cantate da lui,….e poi c'è quel “Caruso” che è qualcosa da far rabbrividire facendo venire le lacrime agli occhi:appartengo ad un'altra generazione!

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  5. Hanno chiuso il Grande Fratello?? incredibile, ci hanno messo 12 anni a capirlo, ma alla fine ce l'hanno fatta! io non so ormai quanti talent show esistano: quello che prima era il compito dei talent hunters, andare in giro per sagre, fiere, concerti nei locali, ora é delegato a questi show, il cui finale é in realtà già scritto in partenza. Ovviamente le varie Alessandra Amoroso, Emma Marrone e tutte le altre “spaccano” perché hanno una gran voce: ma la cultura musicale é ovviamente altro. Quanti di questi “figli di Maria de Filippi” saprebbero fare un album tutto loro e fallo diventare un disco di platino?

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  6. @angela: ho semplicemente detto che non sono stato e non sono un suo fan. non mi permetto di dire che non sia stato un grande cantautore e musicista, perché direi una sciocchezza ed una bugia. Caruso rappresenta un altro inno italiano, come Nel blu dipinto di blu di Modugno. Sono pietre miliari della nostra musica, come 4 marzo 1943 o Balla balla ballerino. La musica resta per fortuna ancora una delle poche cose su questo pianeta cosí disastrato e materialista che si basa sui sentimenti e sulle emozioni. Indubbiamente non c'e'dubbio che Dalla ne trasmettesse, ma non mi “acchiappava”. Stesso dicasi per De Gregori, per esempio: penso a La donna cannone o La leva calcistica del '68, due canzoni che adoro, ma non sono un suo fan. Per me essere fan significa condividere il modo di fare musica e di trasmettere emozioni. Se Dalla ti ha trasmesso questo, allora sicuramente sei una sua fan. A me forse mancherà piú come personaggio che non come musicista.

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