Consigli per gli acquisti: USB made in China

Questa è la regola per i buoni affari: “Frega gli altri uomini, perché loro lo farebbero con te”
(Charles Dickens)
Chiavetta USB
Prima di raccontarvi un piccolo aneddoto della mia vita in Cina, é necessario spiegare che cosa sono i fake markets. Non é un mistero che gli amici cinesi abbiano una spiccata capacità nel copiare, vendendo cosí a prezzi bassissimi articoli che apparentemente sembrano originali. Ovunque in Cina si possono trovare “punti vendita” piú o meno nascosti, di dimensioni che variano dal semplice negozietto al negozio su piú piani all’aggregatore di shops (una sorta di grosso centro commerciale). L’offerta é varia, dai vestiti, agli orologi, alle penne, alle borse. Di tutto di piú. Camminando tra i vari negozietti, si viene letteralmente trascinati all’interno da commesse/i che, al grido di “good quality, very cheap” (buona qualità, molto economico), mostrano tutto il loro campionario. Se ci si dimostra interessati, inizia l’odissea della negoziazione, un gioco di rimbalzo durante il quale occorre avere nervi saldi e non farsi prendere dalla foga di chiudere. Chi vince? Dal mio punto di vista sempre loro. E qui mi collego all’aneddoto succitato.
Una persona (di seguito il Laowai) si reca in uno di questi shops, che vende oggetti di elettronica, tra cui hard disk e chiavette USB. Proprio una di queste attira l’attenzione del nostro protagonista: una chiavetta bianca con l’etichetta “640 Gb”. Qualcosa di futuristico! In un volume cosi’piccolo, cosí tanta memoria da riempire! Il Laowai, avendo una certa dimestichezza con l’elettronica,  inizialmente non lo ritiene possibile, per cui chiede al gestore del negozio di inserire la chiavetta nel suo pc e mostrargli il reale contenuto. Effettivamente, le proprietà del disco mostrano i 640 Gb e, provando a copiare diversi Gb, tutto funziona correttamente. Scatta la negoziazione e, alla fine, con 20 euro la chiavetta é del Laowai. Convinto di avere fatto un affare, torna a casa vittorioso ed orgoglioso di essere nel gotha dell’avanguardia tecnologica. Salvo poi arrendersi alla dura realtà qualche giorno dopo: l’etichetta dei 640 Gb é finta, la chiavetta ha soli 4 Gb, ma, collegandola al pc, mostra, grazie ad un software appositamente creato ed interno alla chiavetta stessa, lo spazio dichiarato sull’etichetta. Inoltre lo stesso software permette di copiare decine di Gb tutti insieme, ma arrivati al limite fisico e reale dei 4 Gb, comincia a sovrascrivere, cancellando ció che precedentemente era già stato salvato.
La morale sta in una frase che un cinese ha detto ad un altro laowai in una situazione del tutto simile: se paghi 20 euro, ricevi un valore di 20 euro (spesso anche meno). La conseguenza di ció é che, dopo quasi tre anni trascorsi qui in Cina, in qualunque continente io compri qualcosa, non mi fido piú: chi mi dà la garanzia del reale valore degli oggetti che sto pagando? Meditate, gente, meditate…
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