Perché ci vuole orecchio

Parlamento, Storia
Il Parlamento

Non sembra vero: Mario Monti ci sta dando una grande lezione di stile. Sta dimostrando a tutta Europa e al mondo intero che in Italia ci sono ancora persone perbene, educate, rispettose del prossimo e delle idee altrui, soprattutto finalmente si parla dinuovo di contenuti. Monti accetta il confronto, ascolta il proprio interlocutore, poi prende le proprie decisioni, come é naturale che sia in una stagione cosí delicata. Prendere decisioni non significa non rispettare le idee degli altri, il che non sembra sia particolarmente chiaro a tutti coloro che fino ad una settimana fa osannavano Monti come il nuovo Messia (senza voler nulla togliere a Berlusconi, per carità), mentre oggi lo dipingono come un macellaio. Se un paziente ha la febbre alta da giorni, il medico opta in primis per una terapia d’urto per abbassare la temperatura corporea, in parallelo studia nei dettagli quale sia la causa di questa febbre, per risolvere alla radice il problema, consultando in caso di necessità gli specialisti. Se il governo Monti avesse optato immediatamente per studiare approfondite misure per la crescita, per sviluppare un’economia che é ferma da almeno un decennio, avremmo rischiato lo shock del paziente Italia. Ha informato “gli specialisti” delle sue scelte, senza avere tuttavia il tempo di condividerle in toto. Invece sindacati, ambientalisti, Confindustria, pensionati, grillocelentanini, destra e sinistra, tutti reclamano il diritto di esprimere il proprio parere specialistico, sventolando i propri vessilli elettorali e dichiarando che se fosse stato per loro, avrebbero agito in maniera diversa, tutelando il tutelabile. E finora chi e cosa hanno tutelato? Ci stiamo muovendo nelle paludi della speculazione con un governo tecnico, indipendente da politicismi e elettoralismi acuti, perché si era verificata l’impossibilità in Parlamento di compiere scelte impopolari ma indispensabili . Finalmente abbiamo deciso di decidere. Che la musica stia cambiando? Per dirla alla Jannacci, “Chi ha perso il ritmo si deve ritirare, non c’è più posto per chi sa far da solo, due note e un si bemolle fuori luogo; vietato di fermarsi anche a respirare, che qui la base continua a girare: chi non sa stare a tempo, prego andare!”

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2 thoughts on “Perché ci vuole orecchio

  1. Aggiungo questo: ieri sera Benigni ha sentenziato che Fiorello é rimasto l’ultimo showman, perché Berlusconi si é dimesso. Io aggiungo: era ora. E a Fiorello dico: continua a fare lo showman, senza fare politica spicciola. La satira non é demagogia, occorre saperla fare…

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  2. sono d'accordo su tutta la linea e anche sul commento del Pensatore. Infatti Benigni ha fatto un finale serio e grandioso. Napolitano ieri ha datto che ” non avendo fatto nulla per vari anni è diventato inevitabile un approccio così pesante…”

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