Italia sí, Italia no

Cari amici, eccoci nuovamente tornati, dopo un paio di settimane trascorse in Italia a ricaricare le batterie e a respirare aria pulita. Riapro il terminal virtuale proprio seduto nel terminal propriamente detto di Doha (Qatar), in attesa dell’imbarco per Shanghai. Di seguito, voglio condividere con voi la mia permanenza in Italia, con due classifiche, scritte di getto, senza rifletterci troppo. Ovviamente, non riporto nella classifica la mia famiglia, ma é fuori classifica!

I “piú” dell’Italia

1.       Attraversare le Langhe, in zona Barolo, apprezzando il bel colore verde del paesaggio;

2.       Gustare un piatto di carne alla griglia in sagra a Padova;

3.       Mangiare pizza+gelato sul balcone di casa di Merio con tutta la banda;

4.       Spendere soldi (finti) all’asta del Fantacalcio;

5.       Andare dal barbiere e spiegargli a parole e non a gesti;

6.       Guidare in stato di grazia;

7.       Stare tre ore davanti a RaiSport e vedere tutti gli sport piú astrusi;

8.       Organizzare un apericena in Piazza Roma a Mondoví, con focaccia di Recco;

9.       Sedersi in Piazza della Frutta a Padova con spritz e tramezzino soppressa-cappuccio rosso-fontina;

10.   Raggiungere una meta a piedi e non necessariamente con un mezzo motorizzato.

I “meno” dell’Italia

1.       Fare il pieno stupendosi ogni giorno del costo della benzina (doppio);

2.       Mangiare solo cucina italiana ;

3.       Non parlare l’inglese;

4.       Rendersi conto che la politica italiana é veramente in una situazione disastrosa;

5.       Sentire parlare dell’evasione fiscale e non fare realmente nulla per impedirla;

6.       Rispondere sempre alle stesse domande sulla Cina;

7.       Aver avuto poco tempo da dedicare alle persone.

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11 thoughts on “Italia sí, Italia no

  1. Nel dolce paese che sa di gorgonzola in questo lungo periodo si ritrova ancora (non so per quanto tempo) la dimensione dell'uomo. Formichina dimenticata nei giganteschi formicai della potenza economica. Nel nostro piccolo paese gustiamo ancora gesti antichi e rapporti umani che ti fanno sentire uomo in mezzo ad altri uomini. Abbiamo però perso la saggenza e la lungimiranza che ci farebbero capire tanti errori. Non vogliamo sentirci in un paese per vecchi.

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  2. Fosse solo il bunga bunga sarebbe semplice. Piu' difficile quando i nostri politici (con a capo uno ma anche Borghezio non sta male) fanno gaffe' internazionali con politici di tutto il mondo. E cosi' eri di passaggio a Doha, dove si trova una sede distaccata della Carnegie Mellon, universita' di Pittsburgh. Prima o poi ci andiamo per un semestre. Condivido i tuoi meno e ne aggiungo uno: vedere con pessimismo come l'Italia sia vecchia e lenta nella mente e vita di tanti tanti giovani.

    Emanuele
    Pittsburgh

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  3. Da entrambi i commenti degli Anonimi, emerge che siamo tutti indignati dal fatto che il nostro Paese continua a scialacquare valanghe di risorse. Conoscendo peró entrambi gli Anonimi e soprattutto le loro età, osservo un aspetto che mi sembra allarmante: il primo Anonimo ha “qualche annetto in piú” (sono politically correct!), ma dice “non vogliamo sentirci in un paese per vecchi”, con una sorta di frenato ottimismo di battaglia. Invece Lele da Pittsburgh evidenzia un pessimismo contundente, perché vede che i giovani sono piú vecchi dei vecchi. Che sia questo il problema? O forse, siamo in una situazione in cui i vecchi non hanno il coraggio di lasciare spazio ai giovani?
    Lele, ovviamente mi fa molto piacere che tu condivida la tua esperienza americana. All'altro Anonimo dico che il suo nome non svela la professione…ehehehe

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  4. Interessanti tutti i commenti:

    Da come me la ricordo la Cina nel 91, aveva tutti i difetti dell' Italia di oggi: conservatorismo, prevaricazione e ostruzionismo oggi sono all' ordine del giorno nel nostro Bel Paese cosi come lo erano nella Cina Comunista di quegli anni.

    Quali sono le dinamiche che hanno portato all' attuale svolta?

    . Apertura ad investimenti esteri
    . Rientro del Think Tank dei cinesi formatisi all' estero
    . Investimento nella cultura e nell' innovazione
    . Ricambio generazionale sistematico nell'oligarchia di governo
    . Stabilita' politica

    Forse l' Italia potrebbe ripensare sè stessa anche traendo paradossalmente esempio anche da Paesi come la Cina.

    Roberto T.

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  5. Carissimo Roberto, intanto benvenuto nel terminal. Il tuo contributo é quanto mai appropriato e mi ritrovo in tutto quello che dici. Soprattutto, il tuo avere visto 2 facce della Cina (o per dire la MIA parola, la Cina da 2 PROSPETTIVE diverse, in quanto epoche storiche diverse) illustra chiaramente qual é stato il merito di questo paese. Sull'apertura ad investimenti esteri, ho già espresso il mio disappunto nel post n. 5 Disinvestimenti; sulla stabilità politica e ricambio generazionale sistematico, credo che questo sia quanto meno necessario, vista l’attuale situazione della nostra classe dirigente; infine, sul rientro del Think Tank, io spero vivamente che sia cosí, cioé mi auguro di poter dare al nostro Paese un po’di contributo, condividendo la mia esperienza fatta qui in Cina. L’unica preoccupazione é legata ai dinosauri (vedi Il mio manifesto), che non ci lascino lo spazio per poter fare sentire la nostra voce.

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  6. Concordo con l'anonimo numero2, in Italia, molti giovani (oramai neanche piu tanto giovani) pensano da vecchi, e si siedono aspettando che i vecchi cedano loro il posto.

    Rispetto alla mia esperienza tra le cose buone dell'Italia che non ho trovato in Canada, e su cui credo ci siano delle buone changes per il nostro paese c'e' l'elasticita' mentale (soprattutto nell'affrontare le problematiche lavorative). Se da un lato vedo che in altri posti al mondo (soprattutto di stampo anglosassone) esiste una buona organizzazione (che noi in Italia ci sogniamo alla grande) vi e' da dire con altrettanta veemenza che appena esci fuori dai canoni prestabiliti, l'organizzazione va a farsi fregare alla grande e tutti entrano nel pallone, perseguendo molte volte, in maniera del tutto irrazionale, modelli che non hanno funzionato perpretrandoli nella speranza che prima o poi si ritorni nell'alveo del consueto.

    Spero che questo difetto che ho riscontrato nella mia esperienza all'estero, possa dare qualche speranza in piu' per chi e' o sta tornando in Italia.

    p.s.: dai piu' dell'Italia, vedo comuqnue che te la sei spassato alla grande in vacanza 🙂

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  7. Aggiungo alcuni aspetti positivi dello stare in Italia (lo so, sono un po' “faziosa” e tendo a vedere maggiormente i + rispetto ai -, perche' sono legata al mio paese e voglio credere che insieme riusciremo a migliorare l'Italia… di potenziale ne abbiamo da vendere, basta metterlo a frutto):
    1. vedere i colli padovani in lontananza
    2. tre palline di gelato
    3. la laguna di Venezia al tramonto mentre atterriamo
    4. prezzi fissi nei negozi, sono stufa di negoziare e rimanere sempre con la sensazione di aver pagato a dismisura in rapporto alla qualita' ricevuta
    5. non preoccuparmi del grado di pulizia dei ristoranti
    6. formaggio grana, mozzarelle, stracchino e prodotti tipici a volonta'
    7. centro storico ben curato e valorizzato

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  8. Riprendo se posso una idea del commento di Francesca. La linea conduttrice del suo commento e' il “turismo” o le nostre bellezze: Padova, Venezia, i ristoranti, la cucina.
    Qui in America considerano in molti l'Italia come il sogno di una vita, il viaggio da fare in pellegrinaggio nel paese del viaggiatore. L'Italia in questo senso ha un potenziale enorme che potrebbe e dovrebbe farla rialzare. Ma le nostre ricchezze, culturali, storiche e culinarie vengono maltrattante continuamente. Che stupidita'.

    Emanuele

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  9. @piepalmi: hai ragione, il ritorno in Italia viene visto da noi (e Francesca ha sottolineato altri aspetti altrettanto important) come un salto nella normalità italiana, che peró in questo momento rappresenta la straordinarietà. Essere in Cina ci fa sentire la mancanza di quelle cose (e non solo, quello é solo un elenco di alcuni aspetti!). Una persona che vive negli Stati Uniti mi ha detto che lui sta molto bene là, ma indubbiamente il concetto di centro storico/punto di ritrovo manca anche lí. E’proprio una cosa nostra, condivisibile forse solo con il resto d’Europa.
    @Francesca: se andassimo a fare un’ispezione dall’”onto”(o porchettaro o paninaro che dir si voglia, dipende dalla regione), ho l’impressione che non ne uscirebbe troppo bene… a parte tutto, anche in Italia ci sono stati casi di scarsa igiene e pulizia, a volte persino nelle scuole!
    @Anonimo/Emanuele: hai ragione. Oggi parlavo con un ragazzo napoletano che mi raccontava di quanto ormai Napoli sia diventata invivibile. Quello che scrivevo nei miei post qualche settimana mi é stato purtroppo confermato… e conferma quello che dici tu. Siamo stupidi.

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  10. COPIO UN ARTICOLO CHE HO LETTO SOLO OGGI
    Vacanza in Liguria, l'auto e' gratis
    Progetto 'fly and drive', albergatori pagano l'autonoleggio
    29 settembre, 18:51
    Turismo: non solo mare, Liguria da vivere tutto l'annoTurismo: oltre l'estate, la Liguria allunga le vacanzeTurismo: Liguria da gustare tra sagre e percorsi gastronomiciTurismo: Liguria in musica, ma non soltanto SanremoTurismo:a piedi,in bici o a cavallo,Liguria scopre l'outdoorTurismo: Liguria a teatro, tra comicita' e drammaturgiaAtterrare a Nizza o a Verona e passare la vacanza in Liguria in auto, abbattendo i costi di trasporto? Adesso sarà possibile grazie a Fly & drive, l'iniziativa curata da Federalberghi – Confcommercio Urlat Liguria, Unione Albergatori savonesi e condivisa da Confesercenti, Confindustria Genova, Confartigianato, Cna.
    La promozione partirà dal primo di gennaio 2012 e gli organizzatori stimano già una cifra di 1000-1500 noleggi per il primo anno. Il turista che sceglie la Liguria come meta per le vacanze avrà a disposizione un'auto al suo arrivo all'aeroporto, pagata dall'albergo o dalla struttura dove trascorrerà le ferie, da usare per il trasferimento dall'aeroporto e per muoversi durante tutto il periodo di permanenza. Unici oneri a carico del villeggiante saranno la benzina e il pedaggio delle autostrade.
    L'accordo è stato sottoscritto con le principali società di noleggio operanti in Italia: Hertz, Avis, Europcar. “Si tratta – sottolinea il presidente regionale di Federalberghi, Americo Pilati – di una iniziativa unica al mondo. Gli albergatori si sono autotassati per potere garantire questo servizio ai propri ospiti. Stimiamo che aderiranno almeno 300 operatori turistici, ma speriamo di avere molte più adesioni”. Una promozione per un settore che ha risentito della crisi internazionale, ma che deve anche superare gli ostacoli interni. “Ci siamo resi conto – spiega Pilati – che in Liguria le infrastrutture sono carenti. Che senso ha atterrare a Genova, per esempio, se poi non ci sono treni o altri mezzi per raggiungere gli altri posti? Con Fly & drive abbiamo voluto sopperire anche a questa mancanza”.
    Il servizio copre gli arrivi negli aeroporti di Torino, Milano (Malpensa e Linate), Orio al Serio, Pisa, Nizza, Verona e la stessa Genova. “In tempi di crisi – conclude l'assessore regionale al Turismo, Angelo Berlangieri – non ci arrendiamo, ma anzi rilanciamo grazie a questa novità. Ma io voglio lanciare un appello anche ai Comuni: se volete partecipare a questa campagna, sarete i benvenuti. Potrebbero, per esempio, garantire i parcheggi gratis o scontati nelle aree blu a chi aderisce. E sarebbe un altro modo per invogliare i vacanzieri a trascorrere una giornata nelle nostre città e paesi”.

    SOLO PER RICORDARCI CHE….ANCHE QUESTA E' ITALIA!

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