Comunità e servizi pubblici

Cotton fiocMi collego al Post Notizie dagli interni (per chi non lo avesse ancora letto, basta cliccare sul titolo), ma premetto che sono d’accordo con la mia amica Lynn, quando dice che non tutti i cinesi sono cosí poco attenti al senso di pudore e del rispetto verso gli altri, soprattutto in pubblico. Tuttavia, mi é capitata nuovamente una situazione particolare: aeroporto di Zhuhai, seduto al gate in attesa del volo serale per il ritorno a Shanghai. Per far passare il tempo, leggo un libro, a fianco di un ragazzo, al massimo di 23-24 anni, che sembra un po’agitato per l’attesa: in continuo movimento sul sediolino, poi spesso in piedi, camminando nervosamente avanti e indietro. Ad un certo punto, estrae dalla tasca due cottonfioc, si siede e comincia a esplorare i condotti uditivi: prima destra, poi sinistra. Terminato il lavoro li getta in terra, sotto i suoi piedi: aveva peró riacquisito la sua calma, si vede che ne aveva proprio bisogno oppure che i due arnesi avevano del sedativo! 
In contrapposizione a ció, peró, proprio oggi sul bus ho visto uno spot in cui venivano evidenziate delle situazioni di buona condotta che tutti dovrebbero imparare ed applicare: a) in una biblioteca, la ragazza protagonista dello spot mette il silenzioso al telefonino: lo stesso ad un certo punto suona e lei risponde a bassa voce per non disturbare i suoi vicini di tavolo. Ottimo comportamento, normalmente già al momento del  “Weeeeiii” (che significa “Pronto”) i cinesi hanno un tono di voce paragonabile al clacson a due trombe di uno Scania. b) Al supermercato, alla stessa ragazza di prima, un po’svampita, capita di perdere il controllo del carrello, che si dirige inesorabile verso un altro avventore e soprattutto uno scaffale di bicchieri in vetro. Il ragazzo ferma con il sorriso il carrello e anche lo riporta alla legittima proprietaria che ringrazia. Normale atteggiamento, ma garantisco che spesso qui ci si trova di fronte a situazioni di menefreghismo sconvolgente. c) Scontro tra titani: un ragazzo cinese e una signora occidentale sui 50 (non mi é chiaro il motivo della scelta, ma tant’é) sono in attesa di un taxi, all’arrivo del quale entrambi aprono una portiera. Il ragazzo, sorridendo alla signora, le dà la precedenza e le permette gentilmente di salire per prima. Fosse vero: normalmente, quando si é già sul punto di infilarsi all’interno della vettura, spunta fuori da non-si-sa-bene-dove qualche elemento poco propenso all’attesa che, nel frattempo, ha magicamente saltato la fila, ha spiegato al tassista dove andare (il vantaggio di conoscere la lingua…) e ha chiuso anche quasi la portiera, se non fosse per la mia gamba che rappresenta un grosso intralcio. Vi lascio immaginare la mia reazione un tantino risentita. Dunque, qualcosa si muove, si comincia ad evidenziare l’esistenza di una comunità, che necessariamente é caratterizzata da relazioni interpersonali. Ho un solo grande dubbio: in un paese dove il numero di macchine cresce in maniera esponenziale, riducendosi di conseguenza il numero di utenti di autobus, quanti verranno raggiunti dal messaggio dello spot?
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