Nord-Sud-Ovest-Est e forse quel che cerco neanche c’é!

883, Copertina, album
Lo ammetto: la geografia non é mai stata il mio forte. A scuola, poi, non ho mai trovato professori o programmi che valorizzassero questa materia: ai tempi delle medie, gli insegnanti di Educazione Fisica si prodigavano nell’organizzazione di giornate di orienteering in montagna, ma il mio compagno di avventura (ci si muoveva in coppia) era quasi sempre il figlio di un membro del CAI (Club Alpino Italiano, ndr), per cui cartina e bussola restavano in fondo allo zaino e non imparavo mai nulla. Al Ginnasio, la lezione di Geografia si riduceva ad un’ora a settimana, normalmente come conclusione della giornata, dopo la classica maratona di 4 ore di latino e greco (vi assicuro che, a quel punto, Cesare avrebbe potuto varcare il Rubicone come il Mississippi e non importa dove questo fiume fosse!).

Arrivato in Cina, mi sono reso conto di non sapere dove si trovassero le principali città e, per evitare di dimostrare la mia ignoranza in materia, ho chiesto aiuto al buon Google Maps, ottenendo un valido supporto. In realtà, ho subito potuto constatare che qui la situazione é per certi versi peggiore: alcuni miei colleghi mi hanno chiesto, in un’occasione, se per tornare in Italia ci vogliono 3 giorni, oppure, alla richiesta “sai dov’é il Brasile?”, cominciano ad osservare la cartina con sguardo perso, terrorizzato ed un po’vergognato, puntando il dito verso aree dell’Asia o del Nord America che di carioca hanno molto poco. A febbraio, dopo essere tornato dalle vacanze in Australia, mi sono scontrato con la gustosa risata di un mio collega, incredulo del fatto che la mia abbronzatura fosse il magnifico regalo dell’emisfero australe.
Tuttavia, voglio giustificare questa loro “mancanza”, considerando che la Cina ha aperto le sue frontiere al mondo da qualche decennio e questo ha ovviamente permesso ai Cinesi di cominciare a confrontarsi con altre razze, facendo cosí scattare in molti di loro la scintilla della curiosità. Per l’italiano medio di sesso maschile, invece, la geografia socio-politica é assimilabile alla geografia sportiva e nel corso della vita di un uomo si seguono diversi steps: a) fino ai 14-15 anni, ci siamo chiesti dove fosse il Giappone e il Brasile guardando le avvincenti sfide di Holly e Benji, affascinati dai loro campi di calcio lunghi chilometri, mai visti prima in Italia (eh sí, il Giappone é sempre stato avanti!); b) dall’età adolescenziale fino all’avanzata giovinezza, il calcio (che resta una costante per tutta la vita di un uomo) viene affiancato dalle moto e dalle F1. In realtà, il 90% degli appassionati di Rossi, Lorenzo, Vettel o Alonso non ha idea di dove siano esattamente Doha, Kuala Lumpur o Singapore e neanche saprebbe associarli al relativo stato d’appartenenza; ció che non si puó non conoscere é il fuso orario, per sapere a che ora ci si deve alzare durante la notte per seguire la gara. c) una volta padri di famiglia, pur restando la Rosa (Gazzetta dello Sport, ndr) la migliore compagna della propria giornata, ci si concentra solo sulla geografia locale, in quanto si trascorre il week end ad accompagnare i propri figli/e alle partite di calcio o pallavolo o basket o qualunque sport si pratichi maggiormente nelle vostre zone.
Dunque, ancora una volta, é necessario sottolineare l’importanza dello sport nella crescita di ogni individuo, per cui un appello: o ci lasciate la Gazzetta o regalateci un TomTom.

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4 thoughts on “Nord-Sud-Ovest-Est e forse quel che cerco neanche c’é!

  1. Ancora una volta il mondo è salvato dalle donne! Dato che non si interessano di calcio né di F1(tanto meno si alzano nel cuore della notte per vedere una gara), né leggono la Gazzetta, si danno da fare in altro modo per imparare la geografia, cioè si impegnano a “leggere” il mappamondo, cioè a fare la cosa giusta.
    E quando eventualmente si tratta di portare i figli alle partite lasciano che siano i mariti a gestire la geografia locale; così i mariti appunto pensano di essere più in gamba, più pratici, più …e si sentono molto soddisfatti. In definitiva le donne non hanno bisogno del Tom Tom perché la geografia la sanno (tranne poche eccezioni, cioè le donne con le iniziali G.P. e questa precisazione l’ha voluta un maschio italiano medio di nome Antonio)
    G.P.

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  2. Ancora una volta, si conferma il leitmotiv di questo terminal, cioé la diversa prospettiva, ancor piú se parliamo del diverso modo che uomo e donna hanno di vedere ogni cosa. Aggiungo una considerazione: quanto realmente siamo interessati a conoscere il resto del mondo? Quante volte ci siamo soffermati su un mappamondo ad osservare il continente asiatico? Se vogliamo organizzare un viaggio intercontinentale, pensiamo immediatamente a New York o Nord America in generale, perché consideriamo che andare in direzione opposta sarebbero soldi buttati? La sensazione é che spesso le nostre scelte siano legati a pregiudizi o luoghi comuni: come spesso dico, non vivrei in Cina per sempre, ma adesso ne ho la ragionevole certezza dettata dall’esperienza; ed in ogni caso, ora so dove si trova Pechino!

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  3. L'unico modo di imparare la geografia è viaggiare, con i propri piedi: esserci. Dalle strade della propria città, alle regioni, a posti di cui prima si sapeva solo il nome. Mappe e libri forniscono quella visuale a volo d'uccello che come tutte le nozioni teoriche rimangono spesso sterili. Personalmente sono più attratto da paesi lontani dalla nostra tradizione / mentalità / società. Sono stato stregato dal sud est asiatico, è come fare un viaggio su un altro pianeta, non di soli pochi migliaia di chilometri. Tutto sta in quanto uno ha voglia di confrontarsi con il sè in relazione al diverso, al capire. Che non vuol dire ovviamente sempre apprezzare, anzi. Capire è fondamentale per mutare in quel che il viaggio ci consente di diventare. Ogni volta che si và, si torna e si diventa “di più”

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  4. @Anonimo: io conosco una F. che riuscirebbe a far fallire anche il TomTom!! Forse sarebbe il caso di farle fare qualche ripetizione di geografia…
    @Quasiforse: avendo la possibilità di viaggiare qui in Asia, ho potuto scoprire questo mondo che ti ha stregato. Per esempio sono rimasto affascinato a Kuala Lumpur dalla zona della Moschea, dove mi sono trovato a passare proprio durante la preghiera pomeridiana e soprattutto alla fine di essa, travolto (in senso pacifico, ovviamente) da migliaia e migliaia di uomini che se ne tornavano alla loro vita normale. A Milano si sta discutendo se e dove costruire una moschea, quanto pericolosa possa essere, io ho visto della gente normalissima che pregava. Ho apprezzato Hong Kong, per la sua vita notturna, ma anche per la sua civiltà, che é evidente nella metropolitana, dove nessuno spinge o tenta di calpestarti, come capita invece a Shanghai. Infine mi sono innamorato dell’Australia, dai paesaggi immensi e rilassanti. Ma soprattutto, ho fatto mio quello che dici tu, l’idea di conoscere “sul campo”: quando torneremo in Italia, faremo la stessa cosa anche per l’Italia e per l’Europa, perché ci siamo resi conto di non conoscere il nostro Paese cosí bene. Viaggiare é veramente una cosa affascinante e stimolante!

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