Vedi il Napoli (vincere) e poi muori (1)

Napoli, rifiuti
Napoli vive, si alimenta di calcio. Mi ricordo quando da piccolo, durante le vacanze estive, andavo a comprare il pane con mio nonno: “Capo, datemi 10 Maradona”. Senza voler essere sacrilego, per i napoletani mangiare i Maradona é quasi come fare la Comunione a Messa.
Nell’ultimo anno, si é parlato di Napoli per i suoi successi calcistici e per la monnezza. Senza dimenticare la lunga vicenda di Fabbrica Italia, a Pomigliano d’Arco. Giornali e televisione insistevano sui primi sottolineando che “Napoli già vive troppa sofferenza, é meglio concentrarci sulla squadra, che dà gioia e fa dimenticare tutto il resto, almeno durante la domenica”.
Proprio in questo continuo scontro tra passione e ragione sta il problema di Napoli: il motto sembra essere “per oggi non pensiamoci, poi qualche santo sarà”. Per l’adeguamento dello stadio San Paolo alle normative della UEFA, é stato fatto un piano di lavori che deve essere completato entro la fine di agosto e sono sicuro che il neo sindaco De Magistris sta seguendo quasi in prima persona l’avanzamento delle attività. Del resto, il presidente De Laurentiis ha minacciato di spostare la squadra all’Olimpico di Roma, soluzione facilmente percorribile, pagando un lauto affitto al CONI e al Comune di Roma; tutto ció ha scatenato l’indignazione del sindaco e dei napoletani tutti, dunque “i lavori saranno sicuramente completati entro la scadenza prevista”. Sia mai che per la prima di Champions non si possa mostrare all’Europa intera la mitica “sciarpata” azzurra e far sentire in Eurovisione “’O surdato ‘nnammurato” cantata dai 70000 del San Paolo!
Questo conferma che si segue solo il cuore e non il cervello. Perché non si considera che questa possa essere un’occasione per “vendere” l’immagine non solo di una squadra, ma soprattutto di una città? Non sarebbe meglio mostrare ai tifosi stranieri non solo uno stadio ammodernato, ma una città in grado di accogliere e invogliare a soggiornare? Se il Napoli vincesse la partita, il tifoso potrebbe alleviare l’amaro della sconfitta gustando una sfugliatella alla crema o ubbabbà (scritto come si pronuncia) in Piazza Plebiscito, camminando per le viuzze del centro storico e arrivando fino in Via San Gregorio Armeno, per comprare la statuetta del Pocho (autore di una magnifica doppietta) da mettere nel Presepe.
L’Italia ha bisogno di ritrovare una Napoli pulita, bella, espressione della sua storia e della sua tradizione unica, cosí come il campionato italiano ha bisogno di un Napoli competitivo. Sarebbe splendido accogliere i turisti con le 2 celebri frasi, che risalgono al lontano 1987, anno del primo leggendario scudetto targato Maradona:  “Guaglió, che vi siete persi!” (frase comparsa su un muro di fronte al cimitero di Napoli),e “Scusate il ritardo” (a evidenziare l’attesa per lo scudetto durata ben 60 anni). Non é mai troppo tardi per mettere la passione al servizio della ragione. 
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4 thoughts on “Vedi il Napoli (vincere) e poi muori (1)

  1. Aggiungo un cammeo di Alessandro Siani, comico napoletano protagonista con Claudio Bisio del film “Benvenuti al Sud” (a breve il sequel “Benvenuti al Nord”):”Napoli é una cartolina impolverata, lasciata in fondo allo stivale: ha bisogno di un sindaco postino che la raccolga, la ripulisca e la spedisca nuovamente in tutto il mondo, per far vedere quanto é bella”.

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  2. Come si puó non postare l’esordio da brividi del Napoli in Champions League… non solo per il risultato della partita, ma soprattutto perché tremila napoletani a Manchester si facevano sentire come e anche piú degli inglesi, che riempivano come sempre il loro stadio; il sindaco De Magistris addirittura era presente in tribuna (e onestamente, i politici che hanno voluto criticare questo fatto, probabilmente rosicano, secondo me sono della Juve o della Roma: un consiglio, preoccupatevi della manovra…); 300 napoletani hanno atteso l’aereo con cui la squadra é tornata a Capodichino, come se avesse già vinto la Coppa. Ed ora aspettate la prima partita in casa, a fine settembre!

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  3. Dopo ogni partita del Napoli, un cammeo del buon Auriemma: questa volta faccio la parafrasi di uno spaccato della radiocronaca di ieri sera, Inter-Napoli: “ Ed ora Interisti andate in Piazza Duomo, sollevate lo sguardo e vedrete la Madonnina in lacrime, ma non gridate al miracolo, perché é colpa del Napoli che vince!”

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